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 Maggio 2005 - Chiese e religioni in dialogo

 
De Beaurecueil, un domenicano tra i musulmani

Orientalista, specialista di sufismo, conoscitore dell'Afghanistan, è stato tra i primi cristiani a guardare all'Islam e al mondo arabo-musulmano con profondo interesse intellettuale. La sua storia di studioso si è intrecciata anche con l'esperienza di sacerdote tra i non cristiani. Popoli ne ricorda la figura a due mesi dalla morte.

Il 2005 ha visto, in marzo, la scomparsa di padre Serge de Beaurecueil, sacerdote domenicano, orientalista, specialista di sufismo (la corrente mistica dell'Islam), grande conoscitore dell'Afghanistan. Ma anche straordinario educatore e benefattore, con un grande cuore per i bambini e i ragazzi, a cui dedicò moltissime energie e impegno. «Tutti coloro che hanno conosciuto padre Serge sono rimasti colpiti dalla singolare complessità del suo carattere, che univa dolcezza e determinazione, gioia e coraggio. Aveva un modo franco di parlare e un riso disarmante, era modesto e un po' eccentrico, la bontà stessa in persona: il tutto senza un'ombra di ostentazione» (André Velter).
Val la pena di ricordarne la figura e l'opera perché egli si colloca in quella ristretta cerchia di sacerdoti e studiosi cattolici che, ben prima delle «aperture» del Concilio Vaticano II, furono animati da un profondo interesse per il mondo arabo-musulmano, a cui si accostarono con solida dottrina, conoscenze linguistiche, grande rispetto e desiderio di capire, nella prospettiva di un incontro tra cristiani e musulmani. Sotto questo profilo, la sua figura si accosta a quelle di Louis Massignon (1883-1962) e di Georges Anawati (1905-1994).

L'amore per la letteratura
Serge de Laugier de Beaurecueil era nato a Parigi il 28 agosto 1917. Figlio di un ufficiale di cavalleria, era il minore di una famiglia di tre figli. Dopo gli studi al liceo Janson-de-Sailly a Parigi, conseguì il baccalaureato in filosofia con l'arabo come terza lingua. Entrato nell'Ordine domenicano nel 1935, compì i suoi studi al centro domenicano di Saulchoir a Parigi, sotto la direzione di padre Marie-Dominique Chenu. Nel 1939 svolse il servizio militare a Jounieh, in Libano, dove fu mobilitato al momento della dichiarazione di guerra. Smobilitato nel giugno 1940, rientrò al Saulchoir per completare gli studi. Fu ordinato sacerdote nel marzo 1943.
Durante l'ultimo anno di teologia, s'iscrisse alla Scuola Nazionale di Lingue Orientali a Parigi, dove proseguì gli studi di arabo e frequentò il grande orientalista cattolico Louis Massignon. Nello stesso tempo, Georges Anawati e Jacques Jomier, entrambi domenicani, si preparavano a raggiungere il Cairo per crearvi il Centro di Studi sull'Islam e sulle Società Musulmane progettato nel 1938 dalla Santa Sede e dall'Ordine domenicano. Serge de Beaurecueil fu insieme a loro uno dei fondatori dell'Istituto Domenicano di Studi Orientali (Ideo) del Cairo.
Al suo arrivo al Cairo nel 1946, Serge de Beaurecueil cominciò le sue ricerche sulla mistica musulmana, dapprima come membro associato dell'Istituto Francese di Archeologia Orientale (Ifao), poi in modo stabile all'Ideo. In 17 anni d'intenso lavoro, egli diventò lo specialista riconosciuto a livello mondiale su Ansari, il mistico persiano dell'XI secolo. Nel 1953-54 pubblicò un commentario del Libro delle tappe, opera di Ansari di cui pubblicò l'edizione critica nel 1962 (Le tappe degli itineranti verso Dio). Seguirono varie altre opere su Ansari e numerosi articoli sulla rivista Mélanges de l'Institut Dominicain d'Études Orientales, pubblicata dall'Istituto. La sua competenza gli valse l'invito ufficiale alla celebrazione del nono centenario (secondo il calendario lunare islamico) della morte di Ansari. In quella occasione pubblicò una raccolta dei manoscritti d'Afghanistan (1964). Nel 1971 ricevette il dottorato in lettere honoris causa dalla Sorbona per l'insieme di suoi lavori.

Un prete fra i seguaci di Muhammad
Iniziò allora una nuova fase della sua vita: fu invitato a stabilirsi a Kabul, dove gli venne conferita la cattedra di Storia della Mistica Musulmana all'università. Ma ben presto preferì occuparsi dei bambini, sia come insegnante, sia come consigliere pedagogico al liceo Esteqlal, ma anche accogliendo presso di sé 20 o 25 bambini orfani, abbandonati o disabili. Tutti erano musulmani, appartenenti alle diverse etnie dell'Afghanistan. Unico prete cattolico nel Paese, espose le sue riflessioni su questa presenza cristiana in ambiente musulmano in due opere che ebbero una grande diffusione: Abbiamo condiviso il pane e il sale (1965) e Prete dei non cristiani (1968).
Al momento dell'invasione sovietica dell'Afghanistan (dicembre 1979) dovette lasciare il Paese in condizioni drammatiche: accusato di essere una spia, fu espulso. Si stabilì allora a Bruxelles, dove per tre anni ricoprì l'incarico di priore della comunità domenicana, in seguito risiedette a Parigi nel Convento dell'Annunciazione. Ritornando con il ricordo alla sua esperienza afghana, pubblicò due altri libri: Un cristiano in Afghanistan (1985) e I miei bambini di Kabul (1992). Tornò anche a occuparsi di Ansari, su cui pubblicò due opere: Ansari, Cammino di Dio. Tre trattati spirituali (1985) e Ansari. Grida del cuore (1988).
La partenza forzata dall'Afghanistan fu per lui una prova molto dura, perché è un Paese che egli amava profondamente. In Francia, ritrovò dei bambini disabili bisognosi d'aiuto all'ospedale di Saint-Fargeau. Ma riuscì anche a conservare il suo legame con l'Afghanistan attraverso i bambini che hanno voluto proseguire la sua opera. Il suo figlioccio afghano, Ehsan Mehrangais, ha creato un'associazione, «Afghanistan domani», che accoglie 350 ragazzi tra i più sfavoriti di Kabul con lo stesso spirito di padre Serge. Ebbe la gioia di rivedere il suo Paese d'adozione, l'Afghanistan, nel 2003, accompagnato da una troupe della tv francese venuta a girare un reportage sul suo straordinario percorso umano: Il padre di Kabul. Ritrovando la casa in cui aveva vissuto, Serge non potè trattenere le lacrime.

Un insegnamento vivo
Tornò anche in due riprese in Egitto, alla morte di padre Anawati nel 1994, poi nel 2002 e nel 2003, impartendo ai suo fratelli domenicani un'ultima lezione su Ansari, una sintesi intitolata L'amore di Dio in Ansari. Al Cairo padre Serge ritrovò vecchi amici, conosciuti quando egli era tesoriere degli scout e della scuola Saint-Joseph de Khoronfish (gestita dai Fratelli delle Scuole Cristiane). Questi incontri furono momenti di grande gioia, per lui come per loro.
L'intima conoscenza dell'Islam, ottenuta grazie allo studio della mistica, e dei musulmani, ottenuta grazie all'amore per i bambini più sfortunati, hanno dato a padre Serge de Beaurecueil uno sguardo senza pari sul senso della presenza cristiana nel mondo musulmano. Si possono leggere le sue grandi intuizioni in una raccolta d'articoli intitolata J'attends l'étoile du matin (Attendo la stella del mattino, Éditions du Cerf). Va anche ricordato che la comunità domenicana al Cairo continua a elevare la preghiera dei Salmi in una bella traduzione araba effettuata nel 1961 da Mohamed al-Sadeq Hussein in collaborazione con padre Serge.
Padre Serge de Beaurecueil è morto il 2 marzo 2005, al termine di una vita ricca e piena, dopo una breve malattia, in una clinica di Rouen. Prima di morire, aveva chiesto che gli fosse portato in ospedale il testo persiano delle Grida del cuore di Ansari.


Federico Tagliaferri





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