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 Giugno/Luglio 2005 - Il mondo, i popoli

Brasile
Quando il turismo fa male

Approfittando della «domanda» in continuo aumento da parte dei turisti del Nord del mondo, le reti criminali responsabili dello sfruttamento sessuale (per lo più di minorenni) sono sempre più potenti e organizzate. L'allarme viene da istituzioni e associazioni sia brasiliane che italiane.
Una campagna lancia la sfida a un fenomeno drammatico e radicato in cui si mescolano fattori socio-economici e culturali.

Sono tanti. E il loro numero non accenna a diminuire. Anzi: i turisti in cerca di sesso a buon mercato, in Brasile, sono ancora di più dopo che lo tsunami ha imposto un cambio di rotta a chi preferiva la Thailandia e altri Paesi asiatici. Ormai, in certe zone, basta essere straniero per essere automaticamente individuato dalle ragazzine come possibile cliente. È capitato persino a missionari. Le spiagge del Nordest sono invase ogni anno da 500mila turisti europei e nordamericani in cerca di piaceri a basso costo e, talvolta, di ciò che a casa loro è un reato: rapporti sessuali con giovanissime/i, a volte anche al di sotto dei 10 anni.

Alla ricerca del «paradiso» perduto
Il fenomeno riguarda principalmente le grandi regioni turistiche: Rio, Salvador, Recife, Foz do Iguaçu, Natal, Manaus. Ma la meta più frequentata è Fortaleza: durante le ultime feste di fine anno in questa città si è constatato un incremento del 40% delle presenze straniere rispetto all'anno precedente. Portoghesi, italiani, tedeschi e statunitensi sono i principali protagonisti del boom, reclamizzato dall'offerta di sesso a buon mercato, voli a basso prezzo, alberghi economici, pacchetti turistici «tutto compreso». Una Commissione parlamentare d'inchiesta del Governo statale brasiliano e le ricerche di numerosi istituti e Ong già da qualche tempo hanno individuato le cause del fenomeno nella povertà e nell'esclusione sociale unite a iniziative imprenditoriali straniere senza scrupoli.
Ma esistono anche fattori culturali che favoriscono tale sfruttamento: le donne del continente latinoamericano - così come le asiatiche - arrivano da secoli di maschilismo, sottomissione e sfruttamento. L'uomo occidentale, stanco della vita frenetica, demotivato, in fuga dalla routine e da donne «troppo emancipate» e difficili da soddisfare, si rifugia nel «paradiso» brasiliano, che offre invece ragazze giovanissime, belle e accessibili. Basta qualche soldo per sentirsi padreterni, per assaporare non solo il sesso a buon mercato, ma il sottile, inconfessabile piacere di sentirsi superiori. E magari anche buoni, elargendo qualche dono in più del necessario. È la riedizione, in chiave terzo millennio, del bianco conquistador. Per soddisfare il proprio ego frustrato e poi tornare a casa, magari da una famiglia «normale», o semplicemente dagli amici a cui raccontare senza pudore la propria grandeur.
Dall'altra parte, restano loro: donne, a volte bambine, tagliate fuori dalla società, comprate per pochi spiccioli nei villaggi dell'entroterra da famiglie a volte compiacenti ma più spesso ignare, che mandano le figlie in città «a lavorare come inservienti» o le vendono al primo proprietario di bordello che offre una somma sufficiente a sfamare gli altri figli. L'importante è che siano giovani e sane, perché il cliente ha paura dell'Aids e vuole «merce sicura». Donne che imparano molto presto che vendere il loro corpo è l'unico modo per sopravvivere. È un circolo vizioso, che spesso comincia con una violenza subita da giovanissime, magari da un vicino di casa o da un parente. La ragazzina rimane incinta, è costretta ad abbandonare la scuola, e così rimane senza futuro e con un figlio da sfamare.

Italia, una legge da valorizzare
Bisogna però intendersi sui termini: il turista sessuale non è lo straniero che durante una vacanza ha una relazione, anche a pagamento, con una donna adulta. Per turismo sessuale si intende un sistema illecito o para-legale di sfruttamento della prostituzione. Ma non basta, perché molto spesso il turista sessuale cerca un tipo di «merce» rara da reperire nel proprio Paese di origine: i minori. O comunque la possibilità di sfogare le proprie perversioni su donne, uomini, transessuali, bambini e adolescenti. In questi casi non si tratta più della semplice ricerca di sesso a buon mercato in qualche paradiso esotico: qui si cercano luoghi dove attuare comportamenti criminali gravissimi, garantendosi l'impunità. E a questo concorre un sistema turistico infiltrato da attività apparentemente legali - agenzie, strutture ricettive e di intrattenimento -, che sono invece copertura di attività illecite legate molte volte alla criminalità organizzata e destinate allo sfruttamento e al traffico di esseri umani, alla droga, all'evasione fiscale. Reati che si intrecciano e si sostengono a vicenda.
Molti ignorano che la legislazione italiana, da questo punto di vista, riserva una bella sorpresa: lo sfruttamento di minori a scopo sessuale è l'unico reato perseguibile in Italia anche se commesso all'estero. Si tratta della Legge 3 agosto 1998, n. 269, Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù. Ed è evidente il peso di queste parole: riduzione in schiavitù.
L'applicazione della Legge 269 è però spesso vanificata dalla difficoltà di reperire le prove del reato. Eppure, un primo risultato si è finalmente avuto, con una maxioperazione realizzata lo scorso dicembre grazie alla collaborazione tra la procura della Repubblica di Roma e la polizia federale brasiliana. Il blitz ha portato all'arresto di quattro titolari di agenzie di viaggio: due a Fortaleza (una coppia: lui italiano, lei brasiliana), uno a Torino e uno a Palermo. Capo di imputazione: associazione a delinquere finalizzata al reato di turismo sessuale e di sfruttamento della prostituzione minorile. Gli agenti della squadra mobile di Roma si sono infiltrati tra i turisti in partenza dall'Italia, hanno filmato, fotografato e documentato gli approcci con minori. Solo così è stato possibile procedere.

Il ruolo della società civile
Un grande passo avanti. Ma ora ne occorre uno ulteriore: coinvolgere la società civile. È ciò che si propongono molte associazioni italiane, che il 30 marzo hanno dato il via a una campagna di sensibilizzazione, nella consapevolezza che per arginare l'«offerta» bisogna agire sulla «domanda». E la tolleranza diffusa nei confronti degli «amici che vanno in vacanza in Brasile, beati loro», produce omertà e connivenza. La campagna «Stop Sexual Tourism» si propone anzitutto di documentare, sensibilizzare e denunciare la gravità del fenomeno, coinvolgendo il più largo numero possibile di organizzazioni, enti e istituzioni; in secondo luogo, di coinvolgere gli operatori sani dell'industria turistica e promuovere un turismo responsabile, che valorizzi le risorse locali; infine, di operare in collaborazione con le organizzazioni, le chiese e le istituzioni brasiliane nella costruzione di programmi di educazione e sviluppo.
Ideatrice della campagna - che si inserisce in un progetto più ampio, promosso dallo stesso Brasile - è l'associazione Modena Terzo Mondo, che da anni lavora in Brasile con progetti di cooperazione e ha visto esplodere il fenomeno del turismo sessuale negli ultimi anni. A lei si sono subito affiancate altre numerose associazioni: Arci, Coop, Rete Radiè Resch, Emergency, Gruppo Abele, Libera, Mani Tese, Associazione donne brasiliane in Italia, Associazione Italiana Turismo Responsabile, Cgil Toscana, Comunità di Capodarco, Civitas, e anche enti locali come la Provincia di Modena, quella di Ascoli Piceno e la Regione Toscana.
Lo stesso presidente brasiliano Lula ha inviato una lettera autografa agli iniziatori della Campagna, ringraziando per l'impegno e affermando tra l'altro: «Che non si illudano coloro che realizzano lucrosi guadagni attraverso lo sfruttamento del turismo sessuale: dovranno aspettarsi una lotta senza quartiere finché si estinguerà nel nostro Paese questa macchia che ci umilia e ci disgusta. Sappiano che la dignità della nostra gente non è in vendita né può essere profanata».


Giusy Baioni





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