La mia parrocchia è San Giuseppe Lavoratore a
Kangemi, Nairobi (Kenya). È un quartiere di povera gente. A noi,
gesuiti, è stato chiesto di creare la parrocchia nel 1985 quando
gli abitanti erano 35mila, oggi sono 100mila. Il lavoro parrocchiale
segue una strategia delineata dai vescovi dell'Africa Orientale:
fondare tutte le attività parrocchiali su un numero di piccoli
gruppi chiamati Piccole Comunità Cristiane (Pcc). Nel nostro
caso abbiamo 20 comunità di 50 famiglie distribuite in tutta
Kangemi. Questi gruppi hanno propri dirigenti e si incontrano una volta
la settimana per un'ora e mezza. In questi incontri si dedica
metà del tempo alla preghiera e l'altra metà a parlare
delle attività di servizio alla comunità.
Piccole comunità in preghiera
Se da un lato, il lavoro portato avanti in questi incontri è
vitale per lo sviluppo della comunità, dall'altro, è
importante capire come i membri delle Pcc pregano e come quella preghiera
influenzi il loro lavoro. Durante gli incontri delle Pcc, i membri pregano
con la Bibbia. Leggono un passo, solitamente il Vangelo che sarà
letto durante la Messa domenicale. Stanno in silenzio per alcuni minuti
e poi parlano di come il passo ha colpito le loro sensibilità
e come si cali nelle loro vite.
Il gruppo dirigente nella parrocchia dedica molto tempo ed energie nel
formare i responsabili di questi gruppi nella guida della preghiera.
Con il tempo, ho capito che pregare in questo modo comporta e provoca
importanti cambiamenti nelle loro vite, portando a tre nuovi modi di
condotta: leadership non autoritaria, uguaglianza uomo-donna e inclusione
etnica.
Leadership non autoritaria - Spesso agli incontri biblici i leader del
gruppo tengono lunghe omelie invece che condividere le sensazioni. Tuttavia,
dopo una lunga formazione, gli individui imparano a condividere le loro
sensazioni e i leader imparano a interagire piuttosto che a imporsi.
Ci siamo resi conto che formare gli individui al «comando come
servizio disinteressato» sia controcorrente. La leadership keniana
è stata dispotica per anni. Questo comportamento inizia a essere
emulato dalla gente. Noi utilizziamo l'esperienza religiosa per
aiutare gli individui a cambiare.
Uguaglianza uomo-donna - Un argomento trattato nelle sessioni di preghiera
riguarda il rapporto uomo-donna. Incontrarsi e scambiarsi sensazioni
su una base di eguaglianza non è usuale per la maggior parte
della popolazione di Kangemi. Le culture tradizionali non invitano le
donne a condividere le loro opinioni con gli uomini. Agli uomini spetta
quel tipo di leadership autoritaria descritta sopra. Formare gli uomini
a esercitare l'umiltà nel comando e a praticare il dialogo
significa aiutarli a sviluppare atteggiamenti che implicano un riorientamento
culturale del loro ruolo. Viceversa, invitare le donne a prendere confidenza
e a contribuire alla comunità su un piano di eguaglianza, implica
un cambiamento dei loro costumi. Nondimeno non solo le donne, ma anche
gli uomini, sperimentano gioia e liberazione nello scoprire questi nuovi
modi di rapportarsi.
Inclusione etnica - Un argomento importante nella nostra zona è
l'etnicità. La nostra è un'area dove sono
concentrati i luhya emigrati da Ovest. Rappresentano il 40% dei residenti.
I kikuyu, etnia autoctona, sono anch'essi il 40%. Nonostante questo,
gli immigrati si sentono esclusi e, se non si presta attenzione, si
corre il rischio che modelli di esclusione si riproducano in parrocchia.
Nelle Pcc stiamo attenti ad accogliere allo stesso modo tutte le etnie.
Ad esempio nelle riunioni usiamo lo swahili, la lingua nazionale, e
non le lingue delle etnie. Quando assistiamo in questo modo i membri
delle comunità di preghiera, siamo testimoni di alcuni sorprendenti
risultati. In realtà, le culture locali dalle quali i parrocchiani
provengono hanno già forti valori di solidarietà. Quando
emigrano c'è una tendenza a smarrire questi valori. L'appartenenza
alle Pcc aiuta i membri a recuperare ciò che è prezioso
nella loro cultura.
Piccole comunità in azione
Se metà degli incontri è dedicata alla preghiera, nell'altra
metà si discute dei servizi comunitari offerti a cattolici e
non. Abbiamo gruppi assegnati a vari programmi. Assicuriamo assistenza
ai poveri indigenti, grazie a una speciale colletta mensile durante
la messa. Ci dedichiamo ai bisogni di assistenza sanitaria, incluso
un servizio di assistenza domiciliare per persone affette da Aids con
il supporto di infermiere professionali e psicologi. Un'altra
responsabilità riguarda «la giustizia e la pace»:
interpellare le autorità locali sui problemi della comunità
come furti, produzione illegale di alcol e violenza sulle donne. Infine,
la parrocchia ha un programma educativo per ragazzi affetti da Aids,
che lavora a contatto con i membri delle Pcc.
Il lavoro della comunità è sostenuto (e talvolta complicato)
dall'intervento di ong. Alcune ong svolgono un buon lavoro e ci
avvantaggiamo della loro collaborazione. Le ong possono però
anche ostacolare gli sforzi volti a costruire uno spirito volontario
nelle Pcc. Per esempio, la pratica delle ong di pagare i residenti per
partecipare a una riunione ha sollevato gli interrogativi delle persone
che partecipavano alle riunioni della parrocchia senza essere pagati.
Una situazione delicata si ha quando le ong assumono persone delle Pcc
che lavorano come addetti di comunità nei settori dell'Aids
o della difesa dei diritti umani. Potenzialmente è positivo per
l'area. Ma può avere conseguenze distruttive per le dinamiche
delle Pcc quando, per esempio, gli individui cercano posizioni di leader
nelle Pcc nell'intento di essere poi assunti da una ong. Alcune
ong hanno anche fotografato gli incontri di preghiera delle Pcc e li
hanno fatti passare come il risultato dello sviluppo delle loro comunità.
Intense collaborazioni tra ong e organizzazioni religiose possono essere
tuttavia molto produttive per la comunità, soprattutto se sono
fondate su un'effettiva partecipazione comunitaria e su un'analisi
sociale. Le ong hanno il vantaggio di lavorare con un'istituzione
che gode della fiducia della comunità e di un certo radicamento.
Mentre le organizzazioni religiose rappresentano la base fondamentale
per la costruzione della comunità attraverso il rafforzamento
dei valori: famiglia, giustizia sociale e onestà. Le ong apportano
il loro contributo essenziale a favore dello sviluppo in termini di
know-how e risorse finanziarie.
Azione sociale ad ampio livello
Le attività di quartiere delle Pcc favoriscono lo sviluppo della
comunità a più ampio livello. I leader, che formiamo in
un contesto religioso, diventano attivi in organizzazioni comunitarie
laiche. In molti casi, essi assumono la leadership anche in queste organizzazioni.
Ciò è vero soprattutto per le donne. L'attività
dei gruppi di Kangemi ha assunto rilevanza nazionale. Questi gruppi
si impegnano in attività come: microfinanza, azione contro le
distillerie illegali, ecc. La formazione offerta dalla parrocchia non
è l'unica base per la leadership nei gruppi comunitari,
ma è determinante.
Inoltre a livello di azione sociale, cooperiamo attivamente nell'area
con altre Chiese e con i musulmani. Recentemente, le organizzazioni
religiose hanno avviato una campagna contro la vendita illegale di alcol
e di droghe chimiche. Abbiamo organizzato una marcia di protesta e un'assemblea
che hanno mobilizzato migliaia di persone. I leader musulmani e cristiani
hanno partecipato insieme ai rappresentanti dell'amministrazione
locale, il capo dell'area, che ha supportato l'iniziativa
fattivamente. Insieme hanno costruito un comitato di azione. Un'altra
area di azione comune ha riguardato la crisi che si è sviluppata
nel quartiere residenziale dell'area. A Kangemi ci sono soprattutto
abitazioni umili. Tuttavia, in una piccola zona c'è un
quartiere residenziale con case grandi e costose dove vivono alcune
personalità. In seguito a un'ondata di criminalità,
i residenti di questo quartiere hanno eretto cancelli sulle strade che
attraversano la zona. La costruzione di questi cancelli era illegale
perché impediva il passaggio degli abitanti delle aree più
povere. Come prima reazione alla costruzione dei cancelli, la gente
di Kangemi ha organizzato una marcia non violenta di protesta e ha rimosso
i cancelli. È stato drammatico perché la polizia è
intervenuta con il lancio di gas lacrimogeni. I cancelli sono comunque
stati tolti e non sono più stati rimontati. Dopo questi eventi,
la tensione è rimasta alta fra le due comunità. Alcuni
membri delle associazioni dei residenti erano erroneamente convinti
che io fossi l'organizzatore dell'intera protesta. Non era
vero, ma ciò mi ha messo nella posizione di poter aprire spiragli
nei negoziati. Ciò che è seguito, è stato un processo
di riconciliazione tra le classi sociali. Il comitato dei residenti
ha preso questo messaggio molto seriamente e si è fatto coinvolgere
in una serie di cooperative con le organizzazioni comunitarie della
zona.
Conclusioni
Gli anni nei quali ho avuto il privilegio di servire come pastore nella
parrocchia di Kangemi mi hanno convinto che le organizzazioni religiose
offrono contributi essenziali e unici per far crescere la comunità
delle zone degradate. Le credenziali della maggior parte delle organizzazioni
non governative sono state riconosciute come valide da anni, spesso
trascurando intenzionalmente il fondamento religioso del lavoro. Credo
che sia un'omissione grave. Penso invece che la formazione religiosa
che offriamo sia quella più necessaria alla crescita del capitale
sociale. Quando la religione opera come Dio ci ha insegnato, è
un indispensabile contributo al progresso umano.
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