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Forse, il sacrificio maggiore che il Signore ha chiesto a Giovanni Paolo
II chiamandolo a sé il 2 aprile scorso è stata la rinuncia
all'appuntamento con i giovani a Colonia, in agosto, per la «XX
Giornata Mondiale della Gioventù» (Gmg). I giovani lo hanno
intuito. Hanno cercato perciò di rimediare, dando vita a una
sorta di «edizione straordinaria» delle Gmg: sono giunti
a Roma da ogni parte del mondo per vegliare e pregare accanto al Papa
morente. Giovanni Paolo II ne è rimasto commosso: «Vi ho
cercato - ha sussurrato con un filo di voce -. Ora siete venuti da me.
Vi ringrazio».
Le Gmg sono una delle intuizioni più belle di Giovanni Paolo
II. Dal 1985 si tengono ogni anno a livello nazionale la Domenica delle
Palme e ogni due o tre anni a livello mondiale, ogni volta in un Paese
diverso. Costituiscono un momento forte di comunione e di preghiera
per i giovani dai 16 ai 30 anni, e sono caratterizzate da un tema e
da un messaggio, che servono da traccia per la preghiera e la catechesi
nel corso dell'anno. Il tema della Gmg di Colonia è l'adorazione
dei Magi: «Siamo venuti per adorarlo» (Mt 2,2).
Benedetto XVI ha accolto con gioia questa preziosa eredità del
suo predecessore. Perciò, appena eletto Papa, ha confermato l'appuntamento:
«Penso in particolare ai giovani - ha detto nel suo messaggio
alla fine del Conclave -. A loro, interlocutori del papa Giovanni Paolo
II, va il mio affettuoso abbraccio nell'attesa, se piacerà
a Dio, di incontrarli a Colonia in occasione della prossima Giornata
Mondiale della Gioventù. Con voi, cari giovani, futuro e speranza
della Chiesa e dell'umanità, continuerò a dialogare,
ascoltando le vostre attese nell'intento di aiutarvi a incontrare
sempre più in profondità il Cristo vivente, l'eternamente
giovane».
Quella di Colonia, dunque, è destinata a rimanere una tappa privilegiata
nel cammino ventennale delle Gmg. Essa, infatti, vedrà l'abbraccio
dei giovani con due Papi: con Giovanni Paolo II che l'ha indetta
e con Benedetto XVI che la conclude. Lo stesso messaggio di papa Wojtyla
per la Gmg 2005, non fa che introdurre il discorso, tanto caro al nuovo
Papa, sulle sfide del relativismo alla fede. Come i Magi - scrive Giovanni
Paolo II - si lasciarono guidare docilmente dalla stella, così
i giovani scrutino i segni dei tempi e orientino la loro vita secondo
il disegno di Dio: «Siate adoratori dell'unico vero Dio,
riconoscendogli il primo posto nella vostra esistenza! L'idolatria
è tentazione costante dell'uomo. [...] È forte
la spinta a credere ai facili miti del successo e del potere; è
pericoloso aderire a concezioni evanescenti del sacro che presentano
Dio sotto forma di energia cosmica o in altre maniere non consone con
la dottrina cattolica. Giovani, non cedete a mendaci illusioni e mode
effimere che lasciano non di rado un tragico vuoto spirituale!».
Sono queste le due ragioni principali per cui i giovani quest'anno
vanno a Colonia: ricevere l'abbraccio dei due Papi e imparare
dai Magi - le cui reliquie si venerano nella cattedrale - a lasciarsi
guidare da Cristo, unica vera stella capace di illuminare la nostra
esistenza.
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