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  Aprile 2006 - Gesuiti in rete


Ciad
La maledizione del petrolio?

Il presidente Idriss Déby ha appena approvato una nuova legge sulla riallocazione delle risorse petrolifere. Tale legge comporta la soppressione di un fondo per le generazioni future con l'intento di destinarlo alla copertura delle spese per la sicurezza ed è in netto contrasto con i termini dell'accordo stipulato alcuni anni fa dal Governo del Ciad con la Banca Mondiale (Bm) grazie al quale la Banca finanziò la costruzione di un grande oleodotto per trasportare il petrolio del Ciad fino al mare. L'accordo aveva lo scopo di assicurare che i proventi del commercio petrolifero sarebbero andati a beneficio dell'intera popolazione, specialmente dei gruppi più deboli, e di evitare che il Paese fosse colpito dalla cosiddetta «maledizione del petrolio», per cui i proventi delle estrazioni, invece di promuovere il benessere della popolazione, finiscono per essere causa di corruzione, violenza e conflitti.
Come conseguenza della mossa del presidente, la Bm ha congelato tutti i suoi prestiti al Ciad e i conti bancari su cui vengono depositati i proventi petroliferi. Il Cefod, un centro di ricerca indipendente legato ai gesuiti della capitale Ndjamena, ha seguito da vicino lo sviluppo della questione. Padre Antoine Bérilengar, membro del Cefod e coordinatore dell'apostolato sociale dei gesuiti in Africa, è stato membro del comitato per il monitoraggio delle rendite petrolifere. Sul sito del Centro (www.cefod.org) denuncia la gravità della situazione e sottolinea i rischi di una svolta populista per il Paese, fortemente dipendente dagli aiuti stranieri e attraversato da profondi conflitti interni. «È come se se il signor Déby - conclude l'editoriale - stesse tagliando il ramo su cui è seduto, dopo aver invitato l'intera popolazione a sedersi accanto a lui».

SJS Headlines

India
Gesuiti e sviluppo agricolo

L'organizzazione Afarm (Azione per il rinnovamento agricolo nel Maharashtra, www.afarm.org) prese avvio negli anni '60 per iniziativa di due gesuiti e di alcuni missionari di altre Chiese cristiane ed è cresciuta fino a diventare una federazione di Ong guidata oggi da laici che ha come obiettivo di lavorare a favore delle zone rurali più povere e meno sviluppate dello Stato indiano di Maharashtra. Uno dei fondatori fu il gesuita Aloysius Fonseca, pioniere della nuova missione dei gesuiti in Afghanistan, scomparso due anni fa.
L'organizzazione offre corsi di formazione di alto livello in materie che toccano la vita rurale, come le coltivazioni organiche o la gestione delle acque. In passato offriva numerosi servizi gratuiti, ma negli ultimi tempi si sono ridotti gli aiuti esteri e Afarm deve basarsi sui sussidi pubblici e sui programmi delle Ong per svolgere le proprie attività.
Molti centri rurali dei gesuiti nelle Province di Bombay e Pune sono associati ad Afarm. Lavorando con l'organizzazione per migliorare l'economia rurale e lo sviluppo sociale, i gesuiti collaborano con diverse Ong non cristiane dello Stato di Maharashtra, attive nel campo nella promozione umana e della giustizia sociale.

www.bomjesu.org

Taiwan
Premiato mensile dei gesuiti

Il mensile cattolico in lingua cinese Renlai ha ricevuto nel 2005 due premi dal Governo di Taiwan, un fatto molto incoraggiante, secondo il fondatore e direttore della rivista. «È una prova che l'idea di una rivista che vada oltre le frontiere della Chiesa cattolica può funzionare», afferma padre Benoit Vermander. La rivista diretta dai gesuiti affronta temi di carattere sociale, culturale e spirituale per lettori di ogni religione. Il suo nome in cinese significa «flauto dell'umanità», con riferimento sia alla voce umana sia all'immagine taoista delle apparenti differenze che confluiscono nell'unità come le diverse note formano la musica di un flauto.
La rivista è stata premiata per l'informazione data sulla violenza contro le donne. In particolare per avere approfondito il tema dei diritti delle spose straniere a Taiwan, dove sempre più uomini «comprano mogli» in Viet Nam e le portano nel Paese dove alcune subiscono violenze.
I padri Benoit Vermander e Jacques Duraud hanno lanciato Renlai nel gennaio 2004 e oggi il mensile ha una diffusione di 10mila copie. La rivista è anche una piattaforma per il dialogo con gli intellettuali cinesi. La maggior parte dei lettori sono cattolici di Taiwan, ma il mensile è diffuso anche a Hong Kong, in Malaysia, nelle Filippine e in Europa, mentre i lettori non cattolici sono in aumento. In occasione dell'anno saveriano in corso, Renlai ha pubblicato in gennaio un numero speciale dedicato al viaggio di Francesco Saverio in Asia orientale che ripercorre l'opera dei missionari cristiani. A luglio la rivista intende aprire un sito in inglese.

www.ucanews.com

Germania
Progetti della Rete per lo sviluppo

La Rete internazionale dei gesuiti per lo sviluppo (Ijnd) ha tenuto in novembre, a Norimberga (Germania), il suo quinto incontro annuale - riferisce il presidente della Rete, padre Bernard Lestienne. I membri del consiglio, provenienti da R.D. Congo, India, Germania, Spagna, Irlanda, Usa, Brasile e Venezuela, hanno elaborato un piano d'azione per il 2006. L'anno trascorso ha visto un consolidamento della Rete con iniziative concrete, tra cui la pubblicazione del libro Debt and trade, time to make the connections (Debito e commercio, tempo di stabilire delle connesioni); la partecipazione, durante il G8 in Scozia, a Global Call Against Poverty, una piattaforma di centinaia di organizzazioni della società civile mobilitate contro il debito; la creazione di un blog sulla governance; la partecipazione al seminario sulla pace, organizzato dai gesuiti a Nairobi in aprile, e all'assemblea generale dell'Onu in settembre, durante la quale si è parlato dello stato di attuazione degli Obiettivi di sviluppo del millennio.
La Rete ha riorganizzato i propri gruppi di lavoro sullo sviluppo: oltre a quello che si occupa di debito e commercio e a quello per la governance, intende crearne un terzo sui conflitti e la pace. Resta l'impegno di contribuire più attivamente come gesuiti a promuovere una dimensione globale della costruzione della giustizia e della pace del Regno. Per il 2007 la Rete sta organizzando una partecipazione attiva al Forum Sociale Mondiale di Nairobi e, per il 40º anniversario della Populorum Progressio, preparerà una pubblicazione dedicata all'attualità dell'enciclica e alle nuove sfide dello sviluppo.

www.ijnd.org

Vaticano
Cardinale un gesuita francese

Albert Vanhoye, 83 anni, gesuita e illustre biblista francese, ha ricevuto la berretta cardinalizia dalle mani di papa Benedetto XVI in occasione del concistoro del 24 marzo. Anche se ha superato gli 80 anni e quindi non potrà essere un elettore del Conclave, padre Vanhoye è uno dei primi quindici cardinali di questo pontificato. Il papa ha infatti voluto rendergli merito per i «servizi che ha reso alla Chiesa con fedeltà esemplare e zelo ammirevole».
Nato nel 1923 a Hazebrouck, nel nord della Francia, padre Vanhoye entrò nella Compagnia di Gesù nel 1941, divenne sacerdote in Belgio nel 1954 e proseguì gli studi in Italia. Professore di esegesi del Nuovo testamento nel Pontificio istituto biblico di Roma, nel 1984 ne divenne rettore. È noto, in particolare, per i suoi studi sulla Lettera agli Ebrei. Come membro e poi segretario della Pontificia commissione biblica è stato molto attivo nella redazione di due importanti documenti post-conciliari: L'interpretazione della Bibbia nella Chiesa, del 1993, e Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana, del 2001.

www.jesuites.com


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