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  Maggio 2006 - Consigli per la lettura


AA.VV.

Comunione e corresponsabilità per la missione
Atti del 3° Convegno Missionario Nazionale, settembre 2004

Emi, Bologna 2006, pp. 382, euro 15

«Missione» è la parola che indica quello che da sempre la Chiesa fa: annunciare la Buona Notizia in associazione alla missione trinitaria. Il convegno ha evidenziato la carenza e la necessità di una adeguata riflessione missiologica: lo studio che il cristiano compie per fare incontrare il Vangelo con le culture e le religioni. La fede, infatti, può essere vissuta solo donandola. Come la Chiesa cessa di essere Chiesa se non è missionaria, così la teologia non ha ragione di esistere se perde il suo carattere missionario. La missione è «il tema di tutta la teologia». Allo stesso tempo, nello spirito di corresponsabilità e di servizio alla Chiesa di Cristo, accompagna criticamente ogni azione apostolica aiutandola nel discernimento sui fondamenti, gli scopi, gli atteggiamenti, il messaggio e i metodi.
 
FRANCESCO BALBO, ROSANNA BERTOGLIO

A piedi verso Gerusalemme

Edb, Bologna 2006, pp. 156, euro 12,80

Da Brescia a Gerusalemme a piedi e senza soldi! Non è una bizzarria di giovani stanchi dell'opulenza e in cerca di sensazioni alternative. È, invece, l'esperienza di affidamento alla provvidenza che gli autori, da anni impegnati nell'insegnamento e nell'educazione giovanile, hanno avuto il coraggio di vivere e condividere. Il racconto narra le tappe fondamentali di un'esplorazione durata più di un anno. Come in ogni autentico viaggio ci sono paesaggi esteriori che si susseguono e territori interiori che si è chiamati a incontrare. La strada può essere percorsa solo camminando, solo al ritmo dettato dalla propria umanità; non quello inautentico della tecnologia. Allora le persone tornano a essere volti da incontrare e la vita un'esperienza da condividere. Incontrare gli altri ed esporsi alla novità è il pericolo che ci avvinghia. L'esperienza di Francesco e Rosanna, persone del tutto normali, che non entrerebbero mai nel circo mediatico dei testimonal pubblicitari, ci restituisce la possibilità di imparare a vivere nell'essenzialità che ci fa essere autentici.
 
BENEDETTO BELLESI, PAOLO MOIOLA

Il prezzo del mercato
Viaggio nelle nuove schiavitù

Emi, Bologna 2006, pp. 224, euro 12

Gli schiavi esistono ancora. Dall'antichità non è cambiato nulla o quasi. Certo, forse gli uomini e le donne non si vendono più nei mercati. Ma i trafficanti di esseri umani esistono ancora. Lo sfruttamento brutale anche. Le barbarie a danno degli adulti e anche dei più piccoli non sono mai cessate. I mercanti di «carne umana» non sono solo nel Sud del mondo, ma vivono anche in Occidente. Pensiamo solo agli scafisti che traghettano gli extracomunitari da una parte all'altra del Mediterraneo, agli sfruttatori che costringono le ragazze a vendere il loro corpo, ai medici che favoriscono il commercio di organi. Questo libro, una raccolta di scritti di autori diversi che a vari livelli hanno studiato il problema, vuole essere una denuncia dei soprusi di cui sono vittime uomini, donne e bambini, e un atto di accusa verso gli sfruttatori.
 
SERGE BILÈ

Neri nei campi nazisti

Emi, Bologna 2006, pp. 160, euro 12

Questo libro racconta una pagina quasi inedita della storia del nazismo: quella dei neri nei campi di concentramento. Adolf Hitler li considerava al pari degli ebrei, cioè uomini inferiori. E già prima dello scoppio della guerra, migliaia di neri tedeschi (nati da relazioni tra soldati di colore e donne tedesche dopo la Grande guerra o africani delle colonie) vennero sterilizzati a forza e deportati nei campi di concentramento dove venivano trattati alla stregua delle bestie. A questi neri si aggiunsero i soldati di colore catturati durante la Seconda guerra mondiale, ai quali non vennero risparmiate umiliazioni e maltrattamenti. Interessanti le testimonianze delle esperienze di guerra di personaggi del calibro di Nelson Mandela, Martin Luther King e Sédar Senghor.
 
LUISA BOVE

Anna Sironi
Una vita per il Brasile

I libri del gabbiano, Vimercate 2006, pp. 147, euro 15

Anna Sironi appartiene a quella generazione di laici cristiani che sentirono forte il richiamo conciliare all'impegno sociale e politico. Una generazione che ha prodotto (e in molti casi continua a produrre) frutti preziosi per la Chiesa, ma anche per moltissimi Paesi del Sud del mondo. Nel 1965, a 38 anni, Anna Sironi decide di accogliere l'invito rivolto ai laici da parte dei vescovi brasiliani riuniti durante il Concilio di partire in missione e di dedicarsi ai più poveri dei poveri. Anna lascia tutto, parte dal suo paese Trezzo sull'Adda e raggiunge Salvador Bahia dove si stabilisce in una periferia poverissima. Quelli che seguono sono anni di grande impegno per lei. Allegra e accogliente, severa e forte, saprà conquistare il cuore dei suoi nuovi concittadini e non rinuncerà mai a lottare in difesa della giustizia. Morirà nel 1990. La sua storia ora è raccolta in questo libro che raccogliendone la testimonianza ne mantiene vivo il ricordo.
 
PAOLO BRUNACCI

Apostoli del quotidiano
L'avventura straordinaria di sette missionari laici del Pime

Emi, Bologna 2006, pp. 130, euro 5

I primi due missionari laici del Pime partirono per l'Oceania nel 1852, due anni dopo la fondazione dell'istituto. Sono stati il primo esempio delle centinaia di missionari del Pontificio istituto missioni estere accomunati dalla particolare vocazione a «cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e orientandole secondo Dio», come sottolineato dalla Lumen Gentium. Storie di vita conclusesi in 17 casi con il martirio. Il libro è il ritratto di sette missionari laici partiti per l'Amazzonia e le diverse regioni dell'Asia tra la seconda parte dell'Ottocento e i primi anni del secolo scorso. In primo piano il racconto delle vocazioni personali, ma soprattutto l'impegno a fianco delle persone incontrate nelle vicende quotidiane. «Sono stati muratori, insegnanti, architetti, infermieri - scrive l'autore -, ma hanno vissuto queste professioni comuni alla luce della missione che erano chiamati a compiere».
 
PAULO LIMA

Lele vive

Emi, Bologna 2005, pp. 162, euro 9

«Originale del martire Ezechiele Ramin». Così firmava un suo dipinto il giovane comboniano padre Ezechiele Ramin ucciso a 32 anni a Cacoal in Rondonia, Stato della parte nordoccidentale del Brasile. Quando Lele arriva a Cacoal è il 1984, il Paese è uscito da vent'anni di dittatura militare e il dibattito sulla nuova costituzione e sull'elezione del presidente della Repubblica si incrocia con la lotta del movimento dei sem terra, i contadini che chiedono la riforma agraria e la sottrazione delle terre ai latifondisti per consegnarle a coloro che le coltivano. Padre Ezechiele affianca gli indios nella difesa dei loro diritti contro i proprietari terrieri che non esitano a intimidire i contadini attraverso squadre armate. Paulo Lima, giornalista brasiliano, oltre a raccontare la storia del missionario in Brasile e le circostanze non chiare della sua morte, fa il punto sulla condizione della lotta contadina a vent'anni dal sacrificio di padre Ezechiele.
 
MICHAEL MANDEL

Come l'America la fa franca con la giustizia internazionale
Guerre illegali, danni collaterali e crimini contro l'umanità

Ega, Torino 2005, pp. 458, euro 22

Gli ultimi tre interventi armati da parte degli Stati Uniti sono stati giustificati dal governo americano facendo appello alla giustizia internazionale: per l'attacco all'Iraq del 2003 l'amministrazione Bush ha fatto riferimento a due risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu; per l'intervento in Afghanistan è stato chiamato in causa il concetto di «autodifesa»; mentre per il Kosovo si è parlato di «intervento umanitario». L'autore, docente di diritto penale internazionale, smonta le giustificazioni americane sulla base del diritto internazionale arrivando a usare per i tre interventi armati la definizione di «crimini internazionali supremi», espressione ripresa dal Tribunale di Norimberga. Nella seconda parte si analizza il ruolo del tribunale contro i crimini di guerra per l'ex Jugoslavia e, soprattutto, della Corte penale internazionale per mostrare come l'influenza americana nei confronti di tali organi abbia permesso agli Usa di uscire indenne dai casi internazionali citati.
 
ANNE-CÉCILE ROBERT

L'Africa in soccorso dell'Occidente

Emi, Bologna 2006, euro 12

È l'Africa ad aver bisogno dell'Occidente o viceversa? Anne-Cécile Robert rovescia la visione comune dei rapporti fra il continente africano e i Paesi industrializzati. L'autrice, giornalista di Monde Diplomatique, insegnante nell'Università Parigi 8 e membro del comitato scientifico di Attac France (un movimento che chiede un controllo democratico della finanza), sostiene che gli africani rappresentano un formidabile baluardo di resistenza al modello economico occidentale. Essi, facendo leva sul loro patrimonio culturale, già apportano e potranno apportare anche in futuro una visione più armonica ed equilibrata del rapporto fra esseri umani e natura, una visione che si contrappone a quella predatoria finora portata avanti dall'Occidente. Il libro vuole essere, in sostanza, una critica radicale al nostro modello di vita e al nostro sistema economico che, oltre a creare profonde ingiustizie sociali, portano a un saccheggio senza limiti delle risorse del pianeta.
 
PASQUALINO SERINELLI, BRUNO TECCI

Sawa sawa?

Monti, Saronno 2005, pp. 150, euro 18

La parola alle immagini. E le immagini raccolte in queste pagine raccontano molte più cose di quante ne potrebbero raccontare migliaia di pagine scritte. Parlano innanzi tutto dell'Africa profonda, devastata dalla povertà, dalle malattie e dalla violenza. Riprendono scene forti, tanto forti che gli autori all'inizio mettono in guardia e avvertono che non sono adatte ai più piccoli e ai più impressionabili. Ma sono anche le immagini di un continente che, sebbene violato, continua a sperare. Le fotografie dei bambini appena nati raccontano la vera forza di questo continente, l'energia che gli permetterà di costruire un futuro diverso.
 
CLAUDIO TRUZZI

Un monte. Una madre
Storia dei Carmelitani Scalzi

Ocd, Roma 2005, pp. 418, euro 18

Nella seconda metà del XII secolo gli eremiti rifugiati sul Monte Carmelo per consacrarsi al servizio di Maria e seguire l'esempio del profeta Elia si organizzano in una struttura di vita comunitaria: nascono così i carmelitani, la cui Regola viene stilata nei primi anni del 1200 dal patriarca di Gerusalemme Alberto Avogadro. La pubblicazione ripercorre la storia dell'Ordine dalle origini eremitiche in tempo di crociate alla riforma operata da Santa Teresa d'Avila con la nascita delle carmelitane scalze nel 1562, a cui segue di qualche anno la fondazione degli «scalzi» grazie all'aiuto di San Giovanni della Croce. Un testo di intento divulgativo che prosegue poi fino ai giorni nostri passando attraverso l'apertura all'azione missionaria, la persecuzione settecentesca degli ordini religiosi e la crisi postconciliare delle vocazioni.
 
MICHELE ZANZUCCHI

L'Islam che non fa paura

San Paolo, Milano 2006, pp. 352, euro 16

Fondamentalista, moderato: sono le due etichette che spesso utilizziamo per parlare di Islam, distinguendo tra «buoni» e «cattivi». Mentre la prima ha, nel sentire comune, il volto dei terroristi e l'hijab, il velo indossato dalle donne, l'Islam moderato è più difficile da identificare. Con un viaggio di tre anni attraverso venti Paesi, l'autore va alla ricerca delle voci di questo secondo Islam ma, soprattutto, di musulmani che parlano della loro fede: lo sceicco egiziano Tantawi, una delle massime autorità sunnite, l'ayatollah Muahammad Khamenei, fratello della guida spirituale iraniana, Dalil Boubakeur rettore della moschea di Parigi. Sessanta interviste raccolte sotto dieci argomenti che vanno significativamente dalla jihad al dialogo. Un punto di vista «musulmano» sui temi delicati al centro del dibattito tra Islam e Occidente, ma anche l'incontro ravvicinato con nozioni come shari'a, umma e imam: parole che a volte, senza motivo, ci fanno paura.
 


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