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  Agosto/Settembre 2006 - Consigli per la lettura


ANDREA BARANES, KIM BIZZARRI

Il mondo è di tutti
I Beni Pubblici Globali e il loro finanziamento

Emi, Bologna 2006, pp. 194, euro 10

L'idea che sia sufficiente la liberalizzazione dei mercati per garantire una più equa redistribuzione della ricchezza sembra essere fallita. A fine 2004, un rapporto pubblicato dall'Unctad (Conferenza Onu sul commercio e lo sviluppo) e dall'Undp (Programma Onu per lo sviluppo) ha dimostrato che negli ultimi vent'anni libero mercato non è stato sinonimo di cancellazione della povertà. Per raggiungere gli Obiettivi del Millennio fissati dall'Onu per il 2015 (lotta alla fame e alla povertà, istruzione primaria per tutti, riduzione della mortalità infantile, assistenza alla maternità, ecc.) è necessario uno sforzo maggiore da parte dei cosiddetti Paesi ricchi. L'interrogativo è come finanziare tali operazioni: i classici aiuti pubblici allo sviluppo, l'emissione di fondi obbligazionari ad hoc per anticipare le risorse necessarie o la tassazione globale? Gli autori analizzano questa terza ipotesi: un'aliquota globale che colpisca le transazioni finanziarie, come la «Tobin tax», oppure le emissioni di anidride carbonica, il traffico aereo, il commercio delle armi.
 
GEORGES CORM

Il Libano contemporaneo
Storia e società

Jaca Book, Milano 2006, pp. 353, euro 22

Arabi, fenici, ebrei e poi, ancora, maroniti, drusi, sciiti, sunniti. Il Libano è un caleidoscopio di culture, religioni, etnie. Un groviglio difficilmente comprensibile per uno straniero che si accosti in modo superficiale alla realtà complessa di questo piccolo Paese mediorientale. Georges Corm, libanese, politologo e sociologo, ha cercato di fornire le chiavi di lettura degli eventi e dei comportamenti degli attori di questa storia, esaminando i fattori endogeni ed esogeni che hanno determinato gli eventi negli ultimi tre secoli. Ne è scaturita un'analisi assai approfondita che esula dai luoghi comuni e dalle semplificazioni più diffuse in merito a questo Paese, offrendo uno strumento importante per l'analisi di storici e semplici appassionati.
 
MANO DAYAK

Tuareg

Emi, Bologna 2006, pp. 192, euro 12

I tuareg hanno lottato in Niger e in Mali per ottenere l'indipendenza. Hanno subito repressioni, brutalità, tentativi di assimilazione forzata. Sempre nel silenzio, senza campagne di sensibilizzazione e sostegni internazionali. Dopo anni di conflitto hanno finalmente ottenuto il decentramento amministrativo e l'autonomia che avevano sperato. Ma per gli «uomini blu» non è arrivato il benessere. La mancanza di strutture, di servizi e l'isolamento ne ha frenato lo sviluppo. Mano Dayak, uno dei massimi dirigenti della causa tuareg, ripercorre, in questo volume, la lunga storia del suo popolo e racconta la fierezza con la quale è stata portata avanti la lotta per l'autonomia e per la sopravvivenza.
 
FRÈRE CHRISTIAN DE CHERGÉ

Più forti dell'odio

Qiqajon, Bose (Bi) 2006, pp. 276, euro 14

In occasione del decimo anniversario dell'uccisione dei sette monaci trappisti di Tibhirine, in Algeria (cfr dossier di Popoli, n. 5/2006), esce la seconda edizione degli scritti di frére Christian, il priore, e di altri fratelli della comunità. Il volume curato da Guido Dotti - monaco di Bose, che ebbe occasione di conoscere i trappisti - esce arricchito da una riflessione inedita (Una presenza di Visitazione), particolarmente rappresentativa della lettura che il priore e i monaci dell'Atlas avevano saputo fare del «segno» da loro posto in terra d'Islam. «In un momento in cui molti pensano all'Islam come nemico - si legge nella prefazione di Enzo Bianchi, priore di Bose -, il gesto di chi si lascia sgozzare amando il proprio carnefice è l'estremo rifiuto della logica dell'inimicizia, è l'unico atto che può porre fine alla catena delle rivalse e delle vendette. È il caso serio del cristianesimo, il suo nocciolo duro: è la croce!».
 
GIUSEPPE DE ROSA

Islam e occidente
Un dialogo difficile ma necessario

Elledici, Torino 2004, pp. 288, euro 16

L'immigrazione di persone di fede musulmana è un fenomeno che, oltre a sollevare delicate questioni di integrazione e convivenza, impone il problema dello statuto giuridico da attribuire agli islamici in Italia: come conciliare il sistema italiano fondato sulla laicità dello Stato e sull'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge con quello islamico ispirato alla teocrazia coranica e alla differenza legale tra uomo e donna? Giuseppe De Rosa, gesuita, già vicedirettore di La Civiltà Cattolica, approfondisce i punti-chiave del possibile dialogo tra i fedeli delle due religioni, in un percorso che prende il via chiarendo i cardini dell'islamismo: il profeta Maometto e il Corano, il monoteismo assoluto e gli aspetti più discussi dell'Islam moderno (il fondamentalismo, l'islamismo radicale, il terrorismo).
 
TEA FRIGERIO, FELICE TENERO

Fonte di acqua viva
Cammino comunitario di lettura della Bibbia

Emi, Bologna 2006, pp. 320, euro 13

La lettura popolare della Bibbia è un'esperienza nata nelle comunità cristiane del Sud del mondo, e in particolare in America Latina, per «restituire» al popolo la Parola di Dio, come suggerito nel Concilio Vaticano II. L'incontro con la Parola avviene in maniera diversa rispetto allo stile occidentale, attento a pensare la fede in relazione alle esigenze individuali e alle esperienze della persona. L'approccio «popolare» pone al centro Dio e la sua presenza a partire da situazioni di ingiustizia e di oppressione per arrivare a indicare nuovi stili di vita. Gli autori, entrambi con una esperienza di missione in Brasile alle spalle, propongono un percorso di lettura della Bibbia adattato per le nostre comunità cristiane con schemi di incontro e lavori di gruppo: una modalità di conoscenza della Sacra Scrittura che si sta diffondendo con successo in diverse diocesi della Chiesa italiana.
 
MARIA G. GIRARDET, THOMAS SOGGIN

Racconta la Bibbia ai tuoi ragazzi

Claudiana-Elledici, Torino-Leumann (To) 2005, pp. 308, euro 14

Questo volume è qualcosa di più di una Bibbia per ragazzi. È un intreccio di racconti che con l'aiuto di splendide, evocative illustrazioni, cattura e trascina i giovani lettori all'interno della storia biblica. È una narrazione viva dell'Antico e del Nuovo Testamento che va dalla creazione all'esilio in Babilonia, dalla nascita di Gesù agli esordi della Chiesa primitiva. Un libro per i ragazzi che amano leggere da soli e uno strumento per avvicinare i più piccoli al fascino della Bibbia. Il volume è arricchito dalle introduzioni di due eminenti studiosi: Paolo Ricca, teologo valdese, e Gianfranco Ravasi, biblista cattolico.
 
PIER MARIA MAZZOLA

Giorni d'Africa
Personaggi. Eventi. Ricorrenze

Emi, Bologna 2006, pp. 125, euro 15

Verso l'Africa la cultura europea, e occidentale in generale, ha un atteggiamento di sufficienza. Molti intellettuali guardano al continente, alla sua storia, alla sua cultura con un distacco che sconfina, talvolta, nel disprezzo. In questo modo di fare, giocano molto l'eredità del colonialismo e, in parte, le teorie neoliberiste odierne. Per gli africani, ma anche per chi ha veramente a cuore il destino di questo continente, diventa quindi importante recuperare le radici profonde del passato per costruire un futuro più solido. Giorni d'Africa è nato appunto da questa esigenza ed è una sorta di calendario-cronologia dei momenti cruciali dell'evoluzione storica dell'Africa e delle figure che l'hanno guidata. Un utile guida per lo studio di un continente che lo scrittore Joseph Ki-Zerbo (e con lui molti intellettuali africani) ha definito: «la culla dell'umanità».
 
MARTÍN MARÍA MORALES

A mis manos han llegado
Cartas de los PP. Generales a la Antigua Provincia del Paraguay (1608-1639)

Universidad Pontificia Comillas - Ihsi, Madrid-Roma 2006, pp. 616, s.i.p.

Attraverso l'edizione critica di 855 lettere dei Padri generali della Compagnia di Gesù dell'epoca, Claudio Acquaviva e Muzio Vitelleschi, vengono ricostruiti gli avvenimenti della Provincia del Paraguay tra gli anni 1608 e 1639, in particolare per quanto riguarda la celeberrima esperienza delle reducciones. Tra le righe di queste lettere si avverte tutto lo sforzo missionario dell'epoca, con i suoi ardori e le sue contraddizioni. Il volume - il primo di una serie di tre, tutti dedicati agli scambi epistolari tra Roma e il Paraguay - è edito, in lingua spagnola, dall'Istituto storico della Compagnia di Gesù (Ihsi), di Roma.
 
UMBERTO ROMANO

Sahrawi
Libertà negata

La Mongolfiera, Doria di Cassano Jonio (Cs) 2005, pp. 173, euro 12

C'è un popolo in Africa che non ha ancora conosciuto la fine del colonialismo. Sono i sahrawi cioè la popolazione del Sahara Occidentale. Ex colonia spagnola, alla fine del franchismo avrebbe potuto diventare indipendente, ma il Marocco non l'ha permesso. I soldati di re Hassan, appena l'esercito spagnolo si è ritirato, hanno invaso il Paese (insieme alle truppe della Mauritania che, successivamente, si sono ritirate). Da allora sono passati 31 anni, ma per il popolo sahrawi l'indipendenza è rimasta un sogno, nonostante le promesse internazionali e gli impegni dell'Onu. Umberto Romano da tempo segue le vicende dei sahrawi, ha voluto raccogliere in questo volume una serie di scritti pubblicati nel corso degli anni. Sono una testimonianza delle terribili condizioni alle quali è costretto il popolo del Sahara occidentale, corredati da belle immagini e da alcuni documenti inediti.
 
ANN-CHRISTIN SJÖLANDER HOLLAND

Il business dell'acqua
Compagnie e multinazionali contro la gente

Jaca Book, Milano 2006, pp. 290, euro 19

Il 5% dei servizi idrici del mondo è controllato da poche società private. Una quota apparentemente marginale rispetto al restante 95% gestito dagli Stati e dagli enti pubblici, ma che si sta espandendo rapidamente: oggi a 331 milioni di persone l'acqua è fornita da quattro multinazionali. Un processo, quello della privatizzazione di questa risorsa fondamentale, iniziato nella Gran Bretagna dell'«era Thatcher» e poi diffusosi in tutto il mondo: un cambiamento fatto in nome dell'efficienza, che sembra però guardare più ai dividendi degli azionisti che alle esigenze dei cittadini. Dalla Bolivia al Sudafrica, dal Kenya al Consiglio mondiale dell'Acqua, una giornalista svedese cerca di ricostruire percorsi e protagonisti di questo business e di capire se l'accesso all'acqua è ancora un diritto.
 
JOSEPH YACOUB

I cristiani d'Iraq

Jaca Book, Milano 2006, pp. 224, euro 17

Sono un milione i cristiani iracheni: caldei, assiri, siro-cattolici e siro-ortodossi, armeni. Una minoranza (in parte legata alla Chiesa di Roma) in un Paese dove il 94% della popolazione è musulmano. Una minoranza dimenticata fino al 1990, quando prima la guerra del Golfo e poi la presenza americana in Iraq hanno aumentato le tensioni religiose interne, sfociate in attentati ai luoghi di culto, aggressioni e l'accusa di essere «figli di Bush». Di conseguenza, l'emigrazione dei cristiani verso gli Stati Uniti, l'Europa e l'Australia non ha fatto che accelerare negli ultimi quindici anni, accentuando di fatto l'emarginazione di queste comunità. L'autore ne approfondisce la condizione prima e dopo l'intervento armato americano (le tradizioni, i luoghi di culto, il ruolo nella società irachena), per poi ricostruire il percorso storico della Chiesa d'Iraq, dall'evangelizzazione iniziata da San Tommaso alle persecuzioni del XX secolo.
 


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