Piccole case editrici - febbraio 2007

Albalibri, il sogno del poeta albanese

A Cerme, paese nel sud dell'Albania, era conosciuto come «il Poeta». Scriveva da quando aveva 15 anni, collaborava con riviste letterarie prestigiose, condivideva la poesia, la politica, la filosofia con la cerchia di amici intellettuali dissidenti, perseguitati dal partito-regime di Henver Hoxha. Ma la situazione disastrata del Paese delle Aquile lo spinse nel 1991 ad abbandonare la sua terra e a emigrare in Italia. «Il Poeta» approdò a Milano. Fece di tutto nella città le cui «ombre dei palazzi sopprimono la tua gioia d'esistere»: dal lavapiatti al manovale al fattorino, poi, finalmente, l'impiegato, grazie al tanto agognato permesso di soggiorno. Ma Clirim Muça, in questi 16 anni di «buio nel cuore», non ha mai smesso di scrivere poesie e l'anno scorso ha realizzato il suo sogno: ha creato AlbaLibri, la prima casa editrice albanese in Italia.

«Dal 1993 mandavo poesie ai concorsi e spesso vincevo - ricorda orgoglioso Clirim -. La casa editrice mi mandava il contratto, però dovevo pagare per vedere pubblicata la mia opera». Clirim si rifiuta di pagare e incomincia a organizzare incontri in cui recita le sue poesie. Nel 2003, decide di fare il grande passo: fondare una casa editrice. «Ma non volevo però intaccare lo stipendio che spetta alla famiglia (è sposato con due figli, ndr) e quindi, per trovare i soldi, lavoravo anche nel weekend, come imbianchino o addetto ai traslochi. Così, ho raccolto 13mila euro con i quali, nel 2005, ho fondato AlbaLibri».

La casa editrice ha pubblicato sinora 22 titoli: il nocciolo duro sono le poesie di artisti albanesi e italiani, tra i quali Avni Muça, maestro di Clirim, Ali Celaj, Astrit Cani, Alberto Figliolia, Andros, scultore, narratore, nonché autore del logo e dei disegni di copertina. Clirim però non disdegna i racconti, i romanzi, i saggi e i libri di favole. Nel 2007 lancerà la nuova collana, «Poeti dal mondo», inaugurata dal poeta olandese Ruben Van Gogh. Il progetto editoriale di Clirim ha il merito non solo di valorizzare l'espressione poetica (anche quest'anno organizzerà, a maggio, insieme alla libreria Rizzoli, il «Premio Poeti in Galleria»), ma anche di far emergere un segmento della letteratura italiana sconosciuto: la critica ufficiale, infatti, ancora non riconosce la letteratura prodotta dagli immigrati sulla condizione della società italiana. Una letteratura che mette in evidenza il duro destino di molti stranieri, ma anche le contraddizioni del potere e dei sentimenti del nostro tempo.


Anna Casanova

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