Musica - febbraio 2007

Messico lindo e nuovo

Passati per l'Irlanda, che dopo averli visti e sentiti suonare per la strada e nei pub, ha aperto loro le porte dell'Europa tutta (anche grazie ai pigmalioni locali David Gray e Damien Rice), i virtuosi Rodrigo e Gabriela sono ormai una realtà conosciuta anche in Italia.

Il loro ultimo disco, che si chiama, proprio come loro, Rodrigo Y Gabriela, è uscito qualche mese fa e rappresenta una sintesi perfetta tra la matrice hard rock che li ha fatti crescere come duo di heavy nacional messicano, e il sentir flamenco di molti musicisti iberici e ibero-americani, Paco de Lucia in primis. Un esempio emblematico è la versione di Stairway to Heaven dei Led Zeppelin, con le dita di Rodrigo che assolano viaggiando ad alta velocità per le corde e Gabriela che lo supporta con ritmi battenti degni di mani gitane e con refrain dal marcato sapore metal. E poi c'è un'altra cover illustre (dei Metallica) che si aggiunge a composizioni originali del duo. Il tutto rigorosamente strumentale, il che non impedisce alla loro musica di passare in radio, anche da noi (su Radio2 è andato in onda il loro concerto il 16 ottobre scorso). E che siano (re)inventori o per lo meno innovatori di un genere non c'è dubbio: l'inconsueto connubio tra saluto metallaro e chitarra classica si fa sicuramente notare; e poi, basta sentirli...bravi; ma un po' troppo mainstream, almeno nella scelta del repertorio.

Sempre più immersa nella tradizione della sua terra a Sud del Rio Bravo (o Grande, che dir si voglia) è Lila Downs, come dimostra con l'ultimo album pubblicato. Si chiama La Cantina, che poi è il luogo in cui in Messico si beve e si ascoltano canzoni rancheras o mariachi, ma anche corridos e cumbias, piangendo e cantando, per accompagnare chi sta sul palco, che spesso nemmeno c'è.... L'atmosfera di questa sorta di osterie latine d'oltreoceano è resa più che bene da pezzi come la trascinata Amarga Navidad, in cui la Downs esplora registri vocali bassi particolarmente espressivi, e La Tequilera, con l'insistente acordeón (fisarmonica) che fa da filo rosso in tutto il disco. Presenti inoltre alcuni accenni di sperimentalismi; come i cori dal sapore rap con base di chitarra distorta di Tu recuerdo y yo. «Borderline», ma più dalla parte messicana della frontiera.

Proprio la voglia e la capacità di sperimentare della cantautrice dello Stato di Oaxaca possono portare a conoscere un altro recente e insolito disco messicano. Si tratta di Chicano Zen dei Charanga Cakewalk. La stessa Downs canta i primi due brani dell'album, ma non è che la prima di una schiera di ospiti di tutto rispetto.

Il disco della band capitanata da Miguel Ramos può essere considerato una delle opere prime del cosiddetto latin lounge. Sono moltissimi gli stili in cui si avventurano i Charanga e gli strumenti tradizionali utilizzati (l'immancabile acordeón, l'armonica e l'autoctono bajo sexto). Il tutto condito da basi di drum'n'bass, beat e campionamenti che insaporiscono di elettronica e rendono l'operazione gradevole e divertente. Latino Made in Texas, e si sente.


Andrea Rigato

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