Jsn - aprile 2007
Nato nel 2004, il Jesuit social network è la federazione che mette in rete le diverse attività sociali legate ai gesuiti in Italia. Anche Popoli appartiene al Jsn e, dal gennaio 2007, ha uno spazio in cui le varie associazioni si raccontano.

Il risiko dell'acqua

A Bologna, un'associazione attiva nell'educazione alla mondialità visita le scuole medie per sensibilizzare sull'uso responsabile delle risorse idriche. Facendo giocare gli studenti

Il Centro documentazione mondialità del Centro Poggeschi di Bologna è un'emeroteca che lavora sui temi dell'intercultura, della mondialità, della pace, cercando di sensibilizzare le realtà cittadine e universitarie per diffondere una cultura di cittadinanza attiva attenta ai bisogni del mondo. Una delle attività del centro è il lavoro con i ragazzi delle scuole medie inferiori sul territorio di Bologna, con i quali affrontiamo temi trascurati dalla programmazione ufficiale. Quest'anno abbiamo deciso di parlare del problema dell'acqua. La scelta di questo argomento nasce dalla convinzione che l'accesso all'acqua costituisca uno dei maggiori problemi a livello mondiale, sul quale molto spesso i ragazzi non sanno nulla o hanno convinzioni errate e conoscenze superficiali. La modalità con cui interveniamo nelle classi è piuttosto attiva: il gioco di ruolo.

Il gioco che abbiamo proposto divide i ragazzi in sette «esploratori» e sette regioni del mondo con peculiari problemi legati all'accesso all'acqua. Ciascuna regione ha un obiettivo preciso: risolvere i propri problemi legati all'acqua; l'esploratore deve far fronte al fabbisogno di 40 litri di acqua al giorno. In genere i ragazzi trovano che 40 litri siano una quantità notevole. Quando si comunica loro che la media italiana è di circa 90 litri pro capite giornalieri e gli si chiede di verificare quanti effettivamente loro ne consumano, i ragazzi restano davvero sorpresi. La speranza è che il giorno successivo, ad esempio, stiano più attenti a chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti. In generale l'obiettivo è quello di informare i più piccoli, perché il seme piantato oggi possa, domani, diventare un buon frutto.

Insieme ai problemi idrici dei Paesi in via di sviluppo analizziamo con i ragazzi anche la situazione italiana, in modo che percepiscano che il problema dell'accesso all'acqua li riguarda da vicino. Questo gioco di ruolo, in cui nessuno vince e nessuno perde, mette i ragazzi a confronto con realtà dove raggiungere l'obiettivo di avere acqua a sufficienza non è affatto scontato. La negoziazione alla quale sono costretti per approvvigionarsi di acqua avviene cercando di riproporre i reali meccanismi di squilibrio economico: per questo si adoperano per cercare la condizione più vantaggiosa, fino a quando si scontrano con l'ingiustizia... e allora si arrabbiano. Noi educatori, infatti, giochiamo nel ruolo della grande multinazionale, alla quale, seppure dopo ampie proteste, in alcune zone del mondo gli esploratori sono costretti ad arrendersi, pagando salatamente la loro quota di acqua giornaliera.

Nella discussione finale emergono molti altri aspetti legati al problema dell'acqua, oltre alle difficoltà riscontrate da ognuno e alla sensazione di ingiustizia provata. La nostra speranza è che tutto ciò possa in qualche modo guidare i passi e le scelte di questi adulti di domani.


Eleonora Atzori
Federico Messersi

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