Un altro stile - maggio 2007

Il computer si riaccende nel sud del mondo

A cura di Chiara Zappa

Prendi un computer obsoleto, installa un software libero (cioè privo di licenze) che lo renda di nuovo moderno e per il tuo Pc può iniziare una vita nuova, etica e solidale. Magari nel Sud del mondo, dove gli effetti del cosiddetto «divario digitale» si fanno sentire ogni giorno di più. Facile a dirsi e, tutto sommato, anche a farsi. Soprattutto da quando, anche in Italia, hanno iniziato a diffondersi gruppi organizzati di appassionati di informatica «etica», che si dedicano al trashware, ossia, al recupero di computer (hardware) dismessi e ormai destinati alla spazzatura (trash). L'obiettivo è il riutilizzo dei Pc per scopi di utilità sociale.

«Molto spesso l'influenza che le multinazionali esercitano sul mercato ci fa percepire un Pc come vecchio già poco tempo dopo l'acquisto», spiegano gli attivisti del Gruppo operativo Linux Empoli (Golem), tra i primi a scommettere sul trashware. «Un'azienda sostituisce i computer in media ogni 3 o 4 anni mentre per un privato il tempo può raddoppiare, se ci si accontenta. Ma queste macchine, anche senza un'elevata velocità di calcolo, possono avere ancora una loro funzione se utilizzate per navigare in Internet, scrivere e altro ancora». Soprattutto grazie all'utilizzo del software libero che, per la sua flessibilità e adattabilità, permette di allungare la vita dei Pc recuperati.

Un'opportunità che è parsa provvidenziale a padre Aldino Amato, fondatore di diverse scuole nei villaggi del Punjab (Pakistan), dove oltre duemila studenti, hanno accesso a un solo Pc. I volontari del Golem, venuti a conoscenza della situazione, hanno lanciato l'operazione «50 computer per il Pakistan»: l'obiettivo è raccogliere e rigenerare 50 Pc, installandovi Edubuntu, una versione di Linux (sistema operativo senza licenze) pensata proprio per programmi applicativi di carattere educativo. Una sfida ambiziosa anche per i veterani di Empoli che,sebbene abbiano già in curriculum numerosi progetti sia in Italia sia in Paesi con scarsa disponibilità di hardware, fino a oggi si erano cimentati in iniziative che prevedevano l'allestimento e la consegna di poche macchi ne. Eppure, aziende e singoli si stanno dimostrando più sensibili del previsto: «In poco più di due mesi spiegano i responsabili di Golem abbiamo raccolto e rimesso a nuovo 40 computer completi di monitor, mouse, tastiere e confidiamo di riuscire a reperire presto gli altri dieci,alcuni dei quali potrebbero essere utilizzati da ragazzi non vedenti». Aveva proprio ragione padre Aldino, quando ripeteva di «non porre limiti alla Provvidenza... elettronica».
 

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