Magis - giugno/luglio 2007
Il Magis è l'Organizzazione non governativa dei gesuiti italiani. Ogni mese su Popoli, attraverso il racconto di un progetto di cooperazione, è possibile approfondire problemi e speranze dei Paesi del Sud del mondo.

Cellulare vecchio fa buone azioni

Nelle comunità dei gesuiti in Italia vengono raccolti i telefonini rotti o non più utilizzati che saranno poi smaltiti da una società specializzata. I proventi dell'operazione finanzieranno progetti di solidarietà

Alzi la mano chi non ha in casa almeno un vecchio cellulare dimenticato in un cassetto. Conservato perché non si sa dove buttarlo, oppure perché sostituito da un modello più nuovo, nonostante fosse ancora funzionante. Questi oggetti che diventano rapidamente obsoleti (la vita media di un telefono cellulare non supera i due anni) e quindi inutili, possono ora acquisire molto valore, grazie a una campagna di raccolta promossa dal Magis, l'Ong dei gesuiti italiani, per finanziare progetti di cooperazione nel Sud del mondo.

La macchina della raccolta si è appena messa in moto. In una prima fase, iniziata a maggio, sono stati allestiti alcuni punti per il recupero dei vecchi cellulari presso le comunità dei gesuiti italiani. Nei prossimi mesi, la campagna del Magis si estenderà progressivamente, coinvolgendo istituzioni e aziende a livello nazionale e locale e aumentando il numero dei luoghi in cui sarà possibile consegnare i propri apparecchi non più in uso, nella certezza che i proventi derivanti da questa operazione saranno utilizzati a scopo benefico nei progetti allestiti dal Magis nei Paesi del Sud del Mondo. A occuparsi del recupero e smaltimento dei telefonini è Corporate Mobile Recycling (Cmr), un'azienda del Regno Unito specializzata nel riciclo dei telefoni cellulari usati, realizzato nel pieno rispetto del quadro legislativo europeo in materia ambientale. Nel 2006, centinaia di società europee hanno affidato a Cmr il riciclo di 500mila telefoni cellulari: tra queste, la spagnola Entreculturas (Ong che, come il Magis, fa parte della rete Xavier) e l'Ong britannica Oxfam. In entrambi i casi, la raccolta e il riciclo dei telefoni hanno consentito di sviluppare una nuova fonte di finanziamento per i progetti di cooperazione e sviluppo.

Tornando al caso italiano, quali sono, nel dettaglio, i passaggi grazie a cui i cellulari raccolti si trasformano in denaro da destinare ai progetti del Magis? A quest'ultimo compete la raccolta del materiale e la spedizione a Londra. Nella capitale inglese Cmr separa i dispositivi ormai inutilizzabili da quelli ancora funzionanti. I primi vengono smaltiti in maniera adeguata, garantendo la corretta gestione di tutte le sostanze pericolose per l'ambiente. I secondi vengono riparati e, se necessario, immessi nel mercato dell'usato. In entrambi i casi, Cmr assicura al Magis un corrispettivo per ogni cellulare ricevuto dall'Italia.

I fondi così raccolti verranno destinati alla realizzazione di programmi di sviluppo umano, sociale, culturale, socio-economico, a partire da due importanti iniziative a favore dell'Africa: la realizzazione di cucine solari in Ciad e il sostegno a un ospedale per bambini malati di Aids in Kenya (Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito internet www.magisitalia.org oppure scrivere a comunicazione.magis@gesuiti.it).


Daniela Da Milano


Smaltimento complesso

L'«operazione cellulari» lanciata dal Magis promette risvolti positivi anche sul fronte ambientale. I cellulari contengono elementi inquinanti. Le batterie e i circuiti integrati sono realizzati con metalli pesanti quali il cadmio e il berillio, che, se immessi nell'ambiente, possono causare gravi danni. Nel migliore dei casi finiscono in discarica oppure negli inceneritori, dove la combustione immette nell'aria sostanze tossiche. Il problema è stato affrontato dall'Unione Europea, che ha messo al bando alcuni materiali nella produzione di dispositivi elettronici e ha regolamentato lo smaltimento della cosiddetta tecno-spazzatura, invitando i governi nazionali a emanare i necessari decreti attuativi per regolamentare la raccolta e lo smaltimento di tali rifiuti. Problemi urgenti, considerato che sono 400 milioni i cellulari in Europa (in Italia, circa 60 milioni).

 

© FCSF - Popoli
 

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