Missione Scampia - giugno/luglio 2007
Il gesuita Fabrizio Valletti, dopo un lungo periodo di servizio presso il Centro Poggeschi di Bologna, da lui fondato, vive dal 2001 a Scampia, quartiere degradato di Napoli, dove è parroco e animatore di varie attività pastorali. Dal gennaio 2007 tiene su Popoli un «diario» con brevi riflessioni sulla sua «missione» in una periferia del Nord del mondo.

«Mi scoccio»

Fabrizio Valletti S.I.
Gesuita della comunità di Scampia (Na)

Come è possibile che abbandoni la scuola, che non vada più agli allenamenti della squadra di calcio, che non si faccia più vedere nemmeno nel gruppo scout? «Mi scoccio...»: è la risposta che mi dà e l'accompagna con una smorfia che vorrebbe esprimere noia e autosufficienza. Ha tredici anni, ha visto la bara del padre ucciso, nel cortile di casa sua si spaccia droga sedici ore al giorno. Sono in tanti, ragazzi e ragazze del quartiere, che vivono tale stato d'animo e il conseguente vuoto di azione, di studio, di vita di gruppo. Non è mancanza di interesse, non è l'assenza di esperienze più avvincenti. Giorno per giorno si è piuttosto formata nel loro animo una debolezza di identità che non sopporta il confronto con gli altri. Ci si sente sicuri solo nel piccolo gruppo che parla lo stesso linguaggio e fa pericolose bravate, come guidare la macchina di nascosto dai grandi o misurarsi in provocazioni verbali sullo stile dei boss.

Alla base c'è la difficoltà di sentirsi alla pari con i compagni di classe che sanno parlare italiano, che dal primo giorno di scuola hanno i libri di testo e fanno i compiti a casa. Non sopportano di non essere i più bravi sul campetto di calcio. Soffrono di una sorta di depressione infantile che scava un solco fra il proprio desiderio e la vita intorno. È meglio fuggire con la solita scusa: «mi scoccio».

© FCSF - Popoli
 

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