Sport - giugno/luglio 2007

L'antirazzismo è di rigore

Un'occasione di sviluppo, di solidarietà e di rivalsa: non un semplice modo per passare il tempo. In più occasioni durante il Social Forum che si è tenuto a gennaio a Nairobi, è stata ribadita l'importanza dello sport come momento di pace e di convivenza tra i popoli. Un sigillo che però è la molla che ruba ore di sonno, mesi di impegno, passione e sacrifici al gruppo di sognatori che ha inventato e organizzato i Mondiali di calcio antirazzisti, un evento che migliaia di atleti e simpatizzanti da mezza Europa accomunati dalla voglia di prendere a calci ogni forma di intolleranza. Dall'11 al 15 luglio a Casalecchio di Reno (Bo) va in scena l'11 edizione che, se si confermerà la tendenza alla crescita degli anni passati, dovrebbe superare per numero di partecipanti e di eventi collegati la manifestazione che si è tenuta lo scorso anno.

«Nel 2006 c'erano 204 squadre che hanno giocato su 17 campi. I partecipanti erano più di seimila, provenienti da oltre 40 Paesi - ricorda Matthias Durchfeld, dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Reggio Emilia, che organizza la manifestazione insieme a Progetto Ultrà. Erano molte le squadre formate da giocatori di diversi Paesi. È stata significativa anche la partecipazione di formazioni in rappresentanza del mondo ultrà, delle comunità di migranti, ma anche dei centri di igiene mentale come quello di Reggio Emilia che ha visto giocare insieme operatori e utenti».

Nell'edizione 2007, gli organizzatori sperano di fare ancora meglio. Anche quest'anno, parallelamente alle partite di calcio, si terranno tornei di pallavolo e di basket, oltre un centinaio di concerti, happening, mostre, dibattiti, proiezioni cinematografiche proposte e organizzate dagli stessi gruppi partecipanti proprio per sottolineare come l'evento agonistico sia soltanto un'occasione per far nascere e crescere una nuova cultura sportiva e della convivenza.

Un calcio diverso quindi, anche nelle regole. A cominciare da semifinale e finale, che si giocano ai rigori per evitare eccessivo agonismo, per proseguire con le norme che riguardano il comportamento: al primo fallo cattivo e intenzionale di una squadra viene fischiato il rigore, al secondo indipendentemente dal giocatore che lo commette, viene decretata la vittoria a tavolino della squadra avversaria. Se una partita viene poi interpretata in modo eccessivamente competitivo dalle due squadre in gioco, entrambe perderanno l'incontro.



Gli organizzatori
Sulle orme dei partigiani

I mondiali antirazzisti sono organizzati da Progetto Ultrà e dall'Istoreco. Progetto Ultrà (www.progettoultra.it/cms) è promosso dall'Uisp (Unione italiana sport per tutti) Emilia-Romagna e si propone di difendere i valori legati alla cultura popolare del tifo e di eliminare i comportamenti intolleranti e xenofobi presenti dentro e fuori gli stadi di calcio, attraverso un lavoro di carattere sociale portato avanti insieme ai tifosi.

L'Istoreco (Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea, www.istoreco.re.it) di Reggio Emilia, da 35 anni studia il fascismo, la seconda guerra mondiale, l'antifascismo e la Resistenza. I collaboratori dell'istituto si occupano anche di politiche giovanili antirazziste e scambi internazionali, organizzando viaggi di studio, viaggi della memoria, mostre, seminari e week-end di camminate sulle tracce dei partigiani.

 

© FCSF - Popoli

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