Com'è possibile parlare a ragazzi e bambini di temi tradizionalmente ritenuti difficili? Quali forme di comunicazione deve assumere il libro illustrato per trattare di affido, abuso, ambiente, alimentazione e multietnicità? Racconta Patrizia Zerbi che, lavorando al progetto Carthusia, casa editrice da lei creata nel 1987, queste le sembrarono le principali domande cui trovare risposta, con la consapevolezza che per rivolgersi ai giovani lettori occorreva coinvolgerli sia sul piano cognitivo sia su quello emotivo.
La collana Storiesconfinate (nell'immagine, alcune copertine), che si propone di avvicinare i bambini ai temi dell'integrazione, della società multietnica e della tolleranza, ci sembra rispondere bene a quelle domande, con un progetto editoriale basato su quattro punti principali: 1) una struttura-libro pieghevole che consente una duplice lettura: da un lato si sfoglia come un vero e proprio libro, dall'altro l'itinerario della storia viene ripercorso in un'unica, ampia immagine, adatta per una narrazione ai bimbi più piccoli; 2) ruolo centrale della fiaba e della favola, strumenti efficaci nel costruire un ponte tra infanzie e culture diverse; 3) importanza del testo a fronte in lingua originale, che anticipa una necessità oggi fortemente sentita da una società multiculturale e plurilinguistica; 4) grande peso dato alla qualità delle illustrazioni, con la cura nell'adattare il tratto all'ambiente culturale da cui proviene la storia.
Storiesconfinate nasce nel 1999 da una collaborazione di Carthusia con l'Assessorato alle Politiche sociali della Provincia di Milano, promotore del progetto «Fiabe nella valigia», che raccolse storie, fiabe e favole appartenenti alle diverse tradizioni culturali, raccontate direttamente dai bambini delle scuole elementari della provincia e dai loro genitori. Quattro delle fiabe raccolte, provenienti dalla tradizione popolare cinese, filippina, senegalese e albanese, costituirono i primi quattro titoli di Storiesconfinate. La collana, curata da Graziella Favaro, pedagogista ed esperta di educazione interculturale, raccoglie ora 18 titoli con storie provenienti da 16 Paesi diversi, realizzati allargando la collaborazione anche ad Emergency e all'Università Cattolica di Milano.
Un ulteriore sviluppo della collana è stato il progetto Storievasive: a partire dal 2003 sono stati creati laboratori di scrittura che hanno raccolto fiabe raccontate da ragazzi italiani e stranieri residenti in comunità e strutture educative. Alcune fiabe sono state pubblicate nella collana Storiesconfinate e i ragazzi-narratori sono stati coinvolti nella presentazione dei volumi alle scuole, in un processo che, come testimonia ancora Patrizia Zerbi, ha spesso trasformato «ragazzi difficili» in abili mediatori culturali.
Progetti editoriali come Storiesconfinate riservano alla narrazione un ruolo di estrema importanza: come ponte tra le diversità, ma anche come processo mediante il quale coloro che sono chiamati a raccontare e raccontarsi procedono in una miglior comprensione della propria identità e cultura di appartenenza.
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