Diceva Hemingway che dove un uomo si sente come a casa sua, a parte la città natale, questo è il posto al quale è destinato. È un po' quello che è successo a 24 giovani della Lega missionaria studenti (Lms), lo scorso agosto a Cuba, nell'ambito di un nuovo gemellaggio.
Fin dalla fase preparatoria si erano intuiti il valore e l'importanza che il campo di lavoro della Lms avrebbero potuto costituire per la Chiesa locale e per le stesse autorità civili. È stato il primo campo che la Chiesa cattolica ha potuto organizzare con volontari propri provenienti da Paesi occidentali (16 italiani e 8 spagnoli), offrendo accoglienza nelle famiglie della parrocchia di Cardenas (10 km da Varadero) e programmando attività esplicite di evangelizzazione mediante catechesi nei villaggi, sostegno alle eroiche suore di Madre Teresa e volontariato in strutture pubbliche (ospedale, centro neurologico per sviluppo infantile e ospizio per anziani).
Il tutto in piena collaborazione con il personale statale che, nonostante l'esiguità dei mezzi a disposizione, compie talvolta veri miracoli in soccorso di chi soffre. Il valore etico, oltre che professionale, di medici e infermieri fa la differenza rispetto ad altri contesti di servizio che i volontari della Lms sperimentano nei loro campi, specie dell'est europeo.
Il campo ha «aperto le porte », secondo le parole del vescovo diocesano, a nuove possibilità di interventi pastorali, ha dato il suo piccolo, ma significativo, contributo all'avvicinamento, al dialogo e alla collaborazione tra Chiesa e Stato. Sotto l'aspetto dell'evangelizzazione diretta, è stata sorprendente la disponibilità all'ascolto delle persone incontrate, dal professionista al contadino più semplice. Abbiamo toccato con mano la fatica che vive la Chiesa per la penuria di vocazioni: diocesi di 500mila abitanti con soli 15 preti disponibili! Di qui l'urgenza dell'arrivo di missionari al fine di aiutare le comunità locali a crescere nello spirito del Concilio.
Per quanto riguarda l'impatto sui volontari, il valore dell'accoglienza vissuto con le famiglie cubane è stato altissimo: veramente ci sentivamo tutti a casa e più che a casa. Per la prima volta, forse, nella storia dei campi della Lega, abbiamo percepito che tutto era offerto con gratuità. Cuba è favolosa. Non solo per l'esuberanza della sua natura e dei suoi colori, ancor di più perché ha un popolo meraviglioso. La cultura del volontariato è radicata nei cubani, cristiani praticanti e non. La differenza che offre il credente resta soprattutto quella di esplicitare «quel» Nome che fonda la speranza che va oltre la morte, perché solo Gesù ha parole di vita eterna.
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