A Scampia arrivano molti cani, abbandonati sulla vicina autostrada e attirati da un ambiente pieno di verde, di giardini e di alberi. Di tutte le taglie, di razza e piccoli bastardi, tutti in qualche modo contenti di vivere in branco, né disturbati, né disturbatori. Anzi, si può dire protetti da chi porta per loro recipienti con l'acqua o da chi lascia nei rifiuti qualcosa di commestibile. È una «repubblica» di cani civili che, per il loro stile di vivere insieme, danno i punti a noi umani che siamo presi da tanti motivi di interesse e di competizione.
Più volte ho percorso quella strada e per la fretta non mi sono fermato, pur desiderando portare almeno sul bordo della carreggiata i resti dei gattini periodicamente travolti dalle auto. Qualche giorno fa ho visto un cane stendersi vicino a uno di questi gatti, con il muso toccarlo con dolcezza, quasi desideroso di rianimarlo. Cercava di rimuoverlo e, non riuscendoci, rimaneva accanto a lui, preso dal mistero di questo piccolo animale senza vita. Poi si è alzato e, con il muso quasi rasoterra, è andato oltre, noncurante delle auto che potevano travolgerlo. Il cane... in terra di missione può richiamare l'umano alla compassione. Almeno per i gatti, non potendo o volendo cambiare altre realtà.
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