Sport - novembre 2007

Cricket, divertimento e politica

Come il calcio in Italia. O, addirittura, più del calcio. Il cricket per India, Pakistan, Bangladesh, Zimbabwe è più che uno sport: è una passione travolgente. È una dimensione che coinvolge ogni aspetto della vita, non ultima la politica.

Nato in Inghilterra tra il XIV e il XV secolo, il cricket ha regole complesse che ricordano quelle del baseball. In campo scendono due squadre: a turni, una deve attaccare e l'altra difendere. Il battitore della squadra che attacca deve colpire una palla tirata da un lanciatore del team avversario e fare punti senza essere eliminato. La disciplina si è diffusa inizialmente nel Regno Unito. Poi, seguendo il percorso della colonizzazione britannica, è arrivata in Asia, Africa, Oceania. Negli anni dell'impero britannico il cricket si trasforma in un mezzo di riscatto dei dominions del Commonwealth nei confronti degli inglesi. Un modo pacifico per cercare di mettere in soggezione i dominatori britannici. Ed è forse anche per questo motivo che il cricket, disciplina tipicamente inglese, entra nel dna delle colonie. Diventa uno sport molto praticato o almeno seguito dagli appassionati.

Così, con il disfacimento dell'impero, il cricket, a differenza dei colonizzatori, non lascia le colonie. Anzi, nella gente la passione cresce. La disciplina diventa molto popolare soprattutto in India, Pakistan e Bangladesh. Forse troppo. Le élite politiche, infatti, utilizzano il cricket come valvola di sfogo delle tensioni interne e dei conflitti irrisolti. Talvolta anche come strumento di diplomazia. In questo senso India e Pakistan hanno fatto scuola. Nel 2005, dopo anni di conflitti e tensioni, i due Paesi hanno iniziato a ricucire lo strappo. Ma a scendere in campo, prima dei politici, sono stati i giocatori di cricket delle rispettive nazionali che si sono affrontati in una serie di partite. Al termine delle quali sono ripresi i colloqui diplomatici. Come era già successo tra Cina e Stati Uniti, quando il pingpong aveva aperto la strada a un riavvicinamento, anche in questo caso una disciplina sportiva ha spalancato la porta a una normalizzazione dei rapporti.

La popolarità e le potenzialità extrasportive del cricket sono dimostrate anche dalla storia del campione pakistano Imran Khan. Nato a Lahore, dopo aver studiato nei migliori collegi del suo Paese, va a Oxford per completare i suoi studi. Qui inizia a giocare a cricket. La sua classe innata gli permette di guidare il Pakistan alla vittoria nel mondiale del 1992. Dopo l'11 settembre 2001 però la sua vita cambia. Fonda un partito fondamentalista islamico e organizza manifestazioni anti- americane e contro il presidente pakistano Musharraf. La sua popolarità gli apre le porte del Parlamento dove continua la sua partita. Questa volta però senza una mazza in mano.


Enrico Casale

© FCSF - Popoli

Torna al sommario