Un grande spazio coperto, pieno di negozi e punti di ristoro, agenzie di viaggio, Internet point e anche uno sportello bancario. Non stiamo parlando di uno dei tanti centri commerciali presi d'assalto nei week-end dicembrini dai forzati degli acquisti natalizi. Questo, inaugurato in autunno a Roma, è un luogo speciale, dove tutto, dalle merci alle strutture, è all'insegna di un'economia «altra», che antepone l'interesse della persona a quello del business.
La Città dell'Altra economia, che sorge al Testaccio, nel cuore della capitale, rappresenta il primo spazio pubblico in Europa interamente dedicato alle economie solidali. In 2.400 mq al chiuso (e oltre mille all'aperto) sono riunite nove botteghe del commercio equo costituitesi appositamente in cooperativa, tre agenzie dove prenotare un «viaggio responsabile », punti vendita di prodotti bio-ecologici, ma anche postazioni Internet dove imparare a utilizzare il software libero, un'esposizione di prodotti del riuso e del riciclo e aree dedicate alla diffusione delle energie rinnovabili. Infine, c'è uno sportello di Banca popolare etica. «La Città nasce come spazio di esposizione e vendita, ma anche quale progetto culturale per promuovere scelte quotidiane legate a consumi, risparmi, uso delle risorse», spiegano i promotori dell'iniziativa, nata da un'idea dell'Ufficio Autopromozione sociale del Comune di Roma e del Tavolo dell'Altra economia, una rete di quaranta associazioni e cooperative. Non stupisce, quindi, che all'interno della struttura dell'ex mattatoio, rinnovata utilizzando materiali eco-compatibili e sistemi che sfruttano la luce naturale e l'energia solare, si trovino anche un centro di documentazione, uno spazio per incontri e aree per mostre e spettacoli. E tra un seminario e un giro per i negozi, ci si può concedere uno spuntino in uno dei locali di ristoro, rigorosamente all'insegna delle cucina naturale ed «equa».
Periodicamente, la cittadella ospiterà fiere, eventi e convegni internazionali in occasione dei quali scambiare «buone pratiche» tra Paesi diversi. Ma l'incontro tra Nord e Sud del mondo qui avviene tutti i giorni. Non solo grazie ai prodotti sugli scaffali delle botteghe, che provengono dalle cooperative di Paesi in via di sviluppo, né per i viaggi consapevoli in catalogo nelle agenzie. A rendere questa Città uno spazio «globale» è il fatto che ogni gesto di responsabilità quotidiana aumenta la consapevolezza che il mondo in cui viviamo è uno per tutti, e tutti ne siamo, appunto, responsabili.