Cammini di giustizia - gennaio 2008

Parola chiave
Lebbra

A cura di Valeria Confalonieri

Malattia del passato mai scomparsa
Il suo nome riporta a tempi lontani, a qualcosa di superato e perso nella storia. Ma ancora oggi, ogni giorno, 750 persone si ammalano di lebbra nel mondo. Questo se si considera chi arriva alla diagnosi, perché probabilmente ci sono altrettanti malati non noti, che vivono in aree poco raggiungibili o senza sistemi sanitari efficaci. Non sono ancora disponibili le cifre del 2007, ma nel 2006 circa 225mila persone prendevano farmaci per la lebbra e vi sono state quasi 260mila nuove infezioni. Eppure è una malattia nota da secoli. La prima segnalazione scritta sulla lebbra risale al 600 avanti Cristo. Il germe responsabile è stato isolato nel 1873 e quindi da più di un secolo. Inoltre ci sono i farmaci, che possono portare a guarigione e che dal 1995 sono disponibili gratuitamente per tutti i malati nel mondo.

Brasile, cifre truccate
Lo scorso settembre il Brasile ha ammesso di aver effettuato una valutazione non corretta del numero di malati di lebbra. Le cifre degli ultimi anni, che segnalano un calo, non rifletterebbero la realtà brasiliana, ma sarebbero il frutto, a seguito delle pressioni internazionali, di un utilizzo dei dati nel modo più utile a dare una visione positiva per l'obiettivo dell'Organizzazione mondiale della sanità di eliminare la malattia. Nell'aprile 2007 vi è stato un avvicendamento nei responsabili nazionali del programma lebbra e pochi mesi dopo è stato pubblicato un documento del ministero della Sanità che denuncia l'artificio nelle cifre. L'obiettivo è ora quello di un impegno serio nei confronti della lebbra. Secondo Sunil Deepak, responsabile per l'attività scientifica di Aifo (Associazione italiana amici di Raoul Follerau) e consulente Oms, questi espedienti nella presentazione dei dati potrebbero essere comuni ad altri Paesi. Nel 2002, anche la Tanzania aveva ammesso che la riduzione nel numero di malati non era reale, ma indicata ai fini del raggiungimento dell'obiettivo. Obiettivo al quale il Paese sarebbe arrivato, questa volta per davvero, all'inizio del 2007.

Sofferenza fisica e sociale
Per diversi milioni di persone nel mondo, la lebbra è una malattia che colpisce il corpo e che impedisce normali relazioni sociali. Ancora oggi infatti è una patologia associata, per chi ne viene colpito, a un isolamento dalle amicizie, dalla famiglia, dai colleghi. La lebbra continua a rappresentare uno stigma che può portare all'emarginazione anche dopo la guarigione, producendo mutilazioni a braccia e gambe, danni ai nervi periferici con la perdita di sensibilità e la distruzione dei tessuti (danni che, se non curati, posso colpire non solo i nervi e gli arti, ma anche la pelle e gli occhi). L'isolamento e la paura sono collegati alle deformità e alle ferite che la malattia può causare, soprattutto se non si interviene in tempo con la terapia; deformità che nel passato erano associate a qualcosa di poco conosciuto e non curabile.

«Eliminazione», termine ambiguo
Nel 1991 l'Assemblea dell'Organizzazione mondiale della sanità ha approvato una risoluzione che si proponeva di eliminare la lebbra come problema di salute pubblica. Si voleva così arrivare alla diagnosi e alla cura per tutti i malati. L'obiettivo da raggiungere entro il 2000 era la riduzione della prevalenza (la proporzione di malati in trattamento rispetto al totale della popolazione) a meno di una persona su diecimila. Allo scadere del l'anno 2000, dieci Paesi non avevano raggiunto la meta e il termine è stato prolungato. A giugno 2007 ne sono rimasti ancora quattro: Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Mozambico e Nepal. Secondo le organizzazioni che si occupano di lebbra, l'utilizzo del termine «eliminazione » ha dato l'illusione ai Paesi in linea con l'obiettivo di aver fatto sparire la malattia, riducendo il loro impegno: ma a fronte di un calo della proporzione di malati in cura, i nuovi casi di infezione restavano uguali.

Il primo posto dell'India
Raggiungere l'obiettivo di meno di un malato su diecimila persone non significa che la lebbra sia estirpata. Ne è un esempio l'India. Nel 2005 il Paese ha infatti centrato l'obiettivo di un malato ogni diecimila persone, considerato che le diagnosi sono scese dalle quasi 500mila del 2002 a 140mila nel 2006. Queste cifre lasciano comunque il Paese al primo posto nella classifica dei Paesi con più malati di lebbra, seguito dal Brasile con 44.400. I numeri indiani, tra l'altro, destano perplessità. Da un lato, ci sono dubbi sull'autenticità delle registrazioni di malati in passato, che hanno portato a cifre così alte e quindi a un calo così eclatante in pochi anni; dall'altro, studi recenti indicherebbero una diffusione maggiore, o comunque non un calo così drastico, della lebbra.

I casi italiani
Nel maggio 2007 si è parlato di lebbra anche in Italia. Sono stati infatti segnalati due casi sul territorio nazionale. Nel nostro Paese la lebbra è soprattutto portata da italiani che sono stati in nazioni dove la malattia è diffusa o è introdotta da immigrati. Tuttavia negli ultimi dieci anni sono stati segnalati anche alcuni (pochi) casi autoctoni. I nuovi casi di lebbra registrati in Italia fra il 2000 e il 2004 sono stati 47, di cui circa tre quarti fra immigrati.

© FCSF - Popoli

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