Questa volta il primato dell'Africa è positivo: le morti collegate al morbillo sono crollate del 91% in sei anni, passando da una stima di 396mila nel 2000 a 36mila nel 2006. Un risultato, la riduzione del 90% in tutto il mondo, posto dalle Nazioni Unite come obiettivo per il 2010. Con quattro anni di anticipo l'Africa raggiunge quanto auspicato, mentre molto resta da fare in altre parti: nel Sud dell'Asia per esempio, dove si raggruppano i tre quarti dei morti per la malattia.
A livello planetario, secondo le stime delle organizzazioni della Measles Initiatives (iniziativa contro il morbillo) rese note a fine novembre, la mortalità sarebbe scesa del 68%, con 242mila morti nel 2006, e le campagne di vaccinazione fra 2000 e 2006 avrebbero raggiunto 478 milioni di bambini. Fra tante notizie sanitarie negative dal Sud del mondo, già da tempo il morbillo faceva eccezione: nel 2005 era stato superato l'obiettivo di dimezzare le morti rispetto al 1999. Un segnale di speranza, ma senza dimenticare che, come fa notare il direttore esecutivo dell'Unicef, per il morbillo muoiono ogni giorno circa 600 bambini prima del quinto compleanno.
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