Sapori & saperi - gennaio 2008

Cholent

In un piatto tipico della cucina ebraica il valore simbolico e religioso dell'uovo

Anzitutto il nome. Cholent, derivato dai termini del francese antico chault e lent, significa «caldo » e «lento». Il nome ne segnala la fondamentale caratteristica: una lunga, interminabile cottura, che può protrarsi anche per più di una giornata. Preparato il venerdì, cotto nel forno in un'apposita pentola sigillata, il cholent permette di adempiere al precetto di non lavorare il sabato, giorno in cui verrà consumato. Esistono molte versioni di questo stufato: da quella scandinava, vegetariana, a quelle marocchina e iberica che fanno uso di cumino, peperoncino e pistacchi, ginger e paprika. Praticamente si può usare di tutto, tranne, ovviamente, gli animali proibiti dalla religione ebraica in quanto impuri, come maiale, cavallo, crostacei. È l'insieme delle spezie e degli ingredienti, nonché la prolungata cottura, a fare del cholent il «cibo del paradiso»: Heinrich Heine, poeta romantico tedesco di origini ebraiche, in Prinzessin Sabbath (1850) non dubita che i segreti della sua preparazione siano stati svelati a Mosè da Dio stesso. Le uova non sgusciate, che assumono nella cottura un colore scuro assorbendo i sapori dello stufato, saranno in seguito rimosse, private del guscio e servite ai commensali. Nella cucina ebraica, segnata dalla necessità di essere sempre «davanti a Dio» e di non indulgere ad alcuna forma di idolatria, gli alimenti acquistano valore simbolico, non solo perché soggetti a divieti e regole di preparazione, ma anche perché il pasto, specie se solenne, è concepito come un rito. È noto come nella Pasqua ebraica (Pesah), accanto alla zampa di agnello, al pane azzimo, alle erbe amare, all'haroset, in alcuni casi si consumi un uovo sodo.

Il simbolismo dell'uovo è antico e complesso. Racchiudendo in sé il mistero della vita, l'uovo rimanda alla creazione e alla capacità rigenerante della natura. Il tuorlo avvolto nell'albume ricorda il Sole e l'alone lunare, sintesi di maschio e femmina. Col guscio, l'uovo è simbolo di unità e complessità, della totalità perfetta. Rimanda anche alla circolarità di vita e morte. Per questo, nella tradizione di molti popoli, è stato collegato ai riti funebri. Perciò, per alcuni commentatori, l'uti - lizzo delle uova durante il pranzo pasquale segnala il lutto, il dolore per la distruzione del tempio di Geru salemme e per l'impo s - sibilità di offrirvi sacrifici. Ma assume anche significati messianici: la vita nuova e il grande banchetto che si prepara per i giusti.


A cura di Anna Casella Paltrinieri, docente di Antropologia culturale

© FCSF - Popoli

Torna al sommario