2008, anno della patata
Il 2008 è stato dichiarato dall'Onu, e in particolare dalla sua agenzia per l'alimentazione e l'agricoltura, la Fao, anno internazionale della patata (www.potato2008.org).
Dopo che in passato, ad esempio, l'acqua potabile e il riso avevano avuto questa particolare attenzione, quest'anno le Nazioni Unite mirano a sensibilizzare l'opinione pubblica su un alimento chiave per migliorare la sicurezza alimentare delle popolazioni dei Paesi più poveri. La coltivazione della patata, infatti, è adatta a regioni dove c'è abbondanza di manodopera e scarsità di terreni. Inoltre l'85% del prodotto è commestibile, contro il 50% in media dei cereali.
Alimento ricco di carboidrati, proteine e aminoacidi, la patata fornisce all'organismo anche quantità importanti di vitamina C e di potassio.
Argentina, patate preziose
I coltivatori indigeni della cooperativa Cauqueva, all'estremo nord dell'Argentina, hanno scoperto che al Salone internazionale del gusto di Torino le patate di una qualità andina che essi avevano salvato dall'estinzione venivano pagate anche 40 euro al chilo. I 150 produttori della cooperativa utilizzano metodologie di coltivazione antiche e recuperano varietà di patate quasi scomparse. Hanno il sostegno di alcune università argentine che studiano i sistemi di selezione delle semenze e dell'associazione Slow Food, che intende far conoscere in Europa prodotti alimentari tipici delle Ande.
In Irlanda, un ricordo di fame
Dal Seicento la patata divenne sempre più un alimento centrale nella dieta irlandese. Nell'Ottocento, a causa del crescente costo dei cereali, l'80% delle calorie nell'alimentazione della maggioranza contadina proveniva dalle patate, usate anche per nutrire il bestiame. Nel 1845 la comparsa di un fungo, la peronospora, fu la causa principale di una carestia durata quattro anni, che causò un milione di morti, su una popolazione di otto, e spinse un altro milione a emigrare. Gli irlandesi chiamano la tragedia Great Famine, un periodo che ancora oggi è ricordato da diversi monumenti e da un museo a Strokestown.
Patata dolce, un'altra realtà
Detta anche patata americana o batata, la patata dolce (Ipomoea batatas) è solo lontanamente imparentata con la patata (Solanum tuberosum). Anch'essa originaria delle Americhe, si è diffusa in Polinesia prima che in Europa. In Nuova Zelanda era il cibo di base dei maori, prima dell'arrivo degli europei. Rispetto alla patata, richiede temperature più alte per crescere. La Cina da sola oggi produce quattro quinti delle patate dolci nel mondo e le utilizza in gran parte come alimento negli allevamenti di maiali. È comunque un alimento assai diffuso sulle tavole, dal Giappone all'Uganda.
Dalle Ande al mercato globale
Consumate per circa 8mila anni sulle Ande, le patate sono state portate in Europa per la prima volta dai colonizzatori spagnoli nella seconda metà del Cinquecento e da qui si sono diffuse in tutto il mondo. Oggi quasi 20 milioni di ettari di coltivazioni sono dedicati a questo tubero, che cresce in condizioni climatiche assai varie: dalle steppe ucraine alle pianure subtropicali indiane, agli altipiani della Cina interna. Nel 2006 ne sono state prodotte circa 315 milioni di tonnellate, oltre la metà raccolte nei Paesi poveri. La Cina, che è diventata il primo produttore mondiale dopo la fine dell'Urss, ha trascinato il grande aumento di produzione avvenuto in Asia negli ultimi anni.
Uganda, una scuola per coltivatori
In Uganda la collaborazione fra organizzazioni internazionali e alcune associazioni nazionali ha dato vita a una scuola che insegna agli agricoltori le più moderne tecniche di coltivazione della patata. Nel sud-ovest del Paese da decenni veniva coltivato il tubero, una delle principali fonti di entrata per le famiglie. La coltivazione era effettuata secondo tecniche arcaiche che non permettevano un vero sviluppo del settore. La scuola, nata a metà degli anni Novanta, ha permesso a molti contadini di conoscere meglio i sistemi per combattere i parassiti, concimare i campi e aumentare la resa per unità di terreno. Non solo, ma un gruppo di contadini ha creato un'associazione che da alcuni anni produce ottime patate per la frittura.
Un prodotto, mille usi
Al di fuori dell'alimentazione, sono innumerevoli gli impieghi della patata. A partire dall'amido, è utilizzata nell'industria tessile, farmaceutica, del legno e della carta, ad esempio come adesivo o additivo di struttura. L'amido è completamente biodegradabile e può sostituire alcuni materiali plastici per piatti e posate usa e getta. Le bucce di patata e altri scarti ricchi di amido possono essere usati per produrre etanolo come carburante. Uno studio canadese ha dimostrato che da 44 tonnellate di scarti si possono ricavare fino a 5mila litri di carburante. Infine le patate sono usate per nutrire il bestiame, in particolare bovini e suini.
Qualità selvatiche in pericolo
Alcune specie selvatiche di patata rischiano l'estinzione a causa degli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Lo riferisce l'agenzia Misna, riportando i risultati di una ricerca pubblicata nel 2007 dal Cgiar (Consultative Group on International Agricultural Research), in occasione della Giornata mondiale della biodiversità. L'estinzione di queste piante porterebbe alla perdita di una fonte vitale di geni che servono ad aumentare la capacità di colture agrarie di resistere a siccità e malattie. Secondo questo studio, nei prossimi 50 anni, 13 specie di patate selvatiche (su 108) rischiano l'estinzione. Questa perdita di biodiversità comporterebbe anche una seria minaccia per la produzione alimentare di intere aree. Perciò è urgente - secondo lo studio - raccogliere e conservare i semi di piante selvatiche prima che esse scompaiano per sempre.
Cusco, la cerimonia di semina
Nella valle di Urubamba, presso Cusco (Perù), i contadini coltivano le patate utilizzando ancora la chaki taklla, un antico aratro spinto nel terreno con i piedi. Come in epoca inca, ogni settembre una cerimonia propiziatoria dà il via alla semina, invocando le divinità della montagna. Simbolicamente vengono unite una patata e una foglia di coca, quindi gli uomini iniziano a fare buchi nel terreno in cui piantano, procedendo a ritmo di musica e risalendo le terrazze lungo il pendio della montagna.
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