Missione Scampia - febbraio 2008
Il gesuita Fabrizio Valletti, dopo un lungo periodo di servizio presso il Centro Poggeschi di Bologna, da lui fondato, vive dal 2001 a Scampia, quartiere degradato di Napoli, dove è parroco e animatore di varie attività pastorali. Dal gennaio 2007 tiene su Popoli un «diario» con brevi riflessioni sulla sua «missione» in una periferia del Nord del mondo.

Gli alberi crescono come i bambini

Fabrizio Valletti S.I.
Gesuita della comunità di Scampia (Na)

Ci sono eventi che si dimenticano mentre si compiono, ci sono esperienze che segnano il tempo e che superano la nostra memoria. Piantare alberi è un atto di fiducia e di speranza, specie se sono dei bambini a scavare il terreno e a sporcarsi le mani nel far posto alle radici. Nel giardino del Centro Hurtado, a Scampia, sei nuovi alberi appena piantati vogliono significare ancora qualcosa di particolare. Sulla scia dell'incontro fra i rappresentanti delle varie culture e religioni, svoltosi a Napoli a fine ottobre, ai bambini è affidato il compito simbolico di far mettere radici a una volontà di dialogo e di pace. Un cedro del Libano simboleggia l'ebraismo, un ginko biloba le religioni orientali, una palma da datteri l'islam e un olivo il cristianesimo. Insieme sono stati piantati un melograno, simbolo di incontro tra religione e laicità, e un corbezzolo, simbolo del risorgimento italiano, a rappresentare il pensiero laico.

Ai bambini con le mani sporche di terra, nel cuore si imprime un desiderio nuovo. Veder crescere insieme all'albero una vita di pace. Ci sono anche adulti che coltivano nel nostro quartiere esperienze di pluralità e di ricerca. Sono stati loro a offrire gli alberi. Ma il futuro lo costruiranno i bambini, che si riuniscono a giocare, che imparano a godere della lettura, che si incontrano con la normalità di una vita che molti adulti sanno mettere insieme, non per dimenticare il dolore, ma per sottolineare ciò che può donare gioia. Dalle periferie ci arriva l'invito a non dividere ancora e sempre chi ha sicurezze e chi rimane fuori dal gioco. È una cultura che può partire dal «coltivare piccole piante».

© FCSF - Popoli
 

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