Testimoni - febbraio 2008
Con quasi 20mila membri, la Compagnia di Gesù è uno degli ordini religiosi più numerosi al mondo. In questa rubrica, Popoli presenta i profili di gesuiti particolarmente impegnati nella promozione della giustizia, nel dialogo interreligioso, nell'annuncio del Vangelo.

Adolfo Nicolás

Una Compagnia di Gesù nei numeri sempre più asiatica, il 19 gennaio ha trovato in un teologo missionario in Oriente il suo nuovo leader

Adolfo NicolásSpagnolo di nascita (Palencia, 1936) e giapponese di adozione grazie a oltre quarant'anni di missione, padre Adolfo Nicolás - eletto il 19 gennaio Superiore generale della Compagnia di Gesù - è «una figura di sintesi tra mondo occidentale e orientale », come ha detto con soddisfazione il cardinale Špidlík, gesuita di lunga esperienza. Ancora una volta, la Compagnia sceglie come sua guida un europeo che ha dedicato all'Asia tutta la sua vita di religioso: un modo per riaffermare il carattere missionario dell'ordine e l'impegno verso tutti i popoli e le culture. Espressione di quella nuova generazione di missionari giunti in Giappone dopo Pedro Arrupe, padre Nicolás si è impegnato per trent'anni nell'insegnamento della teologia sistematica nell'Università Sophia di Tokyo. Più volte è stato chiamato a incarichi di responsabilità, come direttore dell'istituto pastorale di Manila (Filippine) o superiore provinciale del Giappone dal 1993 al 1999.

Nell'omelia della prima messa celebrata come Padre generale, commentando le parole del profeta Isaia, ha dato un taglio a tanti discorsi «irreali» fatti dai media intorno al potere e all'influenza dei gesuiti. «È servire che conta - ha ricordato -. Servire la Chiesa, il mondo, gli uomini, il Vangelo. Non abbiamo nessuna altra forza: né quelle esterne della politica o del denaro o degli strumenti di comunicazione sociale, né la forza interna della ricerca culturale, dello studio, dei titoli accademici. Soltanto Dio, come i poveri ». Quei poveri che ha accompagnato per tre anni da vicino, quando, smessi i panni del superiore, lavorava con gli immigrati poveri di una parrocchia di Tokyo. Quando è stato richiamato nel 2004 a funzioni di «governo » come presidente della Conferenza dei gesuiti dell'Asia orientale e dell'Oceania, si è impegnato ad aiutare i suoi confratelli nell'affrontare insieme le sfide mondiali cercando di pensare oltre i confini dei propri Paesi, anche se così profondamente diversi per cultura, ricchezza o diffusione del cristianesimo.

Oggi, per il nuovo Padre generale, questa prospettiva si allarga al mondo intero. Davanti alla Congre - gazione generale - l'assem - blea di oltre 200 gesuiti di ogni nazione che l'ha eletto 29° successore di sant'Ignazio -, si è chiesto se non ci siano oggi altre comunità, «non geografiche ma umane, che chiedono aiuto»: sono i poveri, gli esclusi dalla globalizzazione, chi è svantaggiato o manipolato.

Come riconoscono i gesuiti che gli hanno lavorato accanto negli anni, lo aiuteranno la grande sensibilità per il dialogo tra fede e cultura e la capacità di analisi critica nella profondità delle cose. Nuove sfide, lungo nuove frontiere, di una missione che si trasforma sempre per restare sempre fedele al Vangelo.


Francesco Pistocchini

© FCSF - Popoli

Torna al sommario