Lo sapevate che un normale computer spreca quasi la metà dell'elettricità che consuma? Un dispendio di energia che, oltre a far lievitare la bolletta, contribuisce ad aumentare le emissioni di gas serra. E se pensiamo che ogni anno per gestire un avatar (cioè un alter ego virtuale) di Second life si utilizzano 1.752 chilowattora, cioè molto più dei 1.015 consumati in media da un brasiliano in carne e ossa, questo può aiutarci a capire che una spina staccata qui in Italia può far respirare meglio anche il resto del mondo. Ecco perché, per venire incontro alle esigenze della crescente fetta di mercato fatta di consumatori che vogliono essere responsabili anche di fronte allo schermo del pc, centinaia di aziende (tra cui alcuni colossi come Intel o Hp) hanno aderito all'iniziativa non profit «Climate savers computing» (www.climatesaverscomputing.org). L'obiettivo è creare pc e software ad alta efficienza energetica, per ridurre gli sprechi di elettricità del 50% entro il 2010 e, parallelamente, abbattere le emissioni di gas serra di 54 milioni di tonnellate all'anno. Per contribuire al progetto, privati cittadini e aziende hanno a disposizione al momento 300 prodotti (dai portatili ai mouse, ai caricabatteria) certificati «antispreco».
Per essere sicuri di fare la scelta giusta, tuttavia, è anche possibile consultare la Guida ai prodotti elettronici verdi, in cui Greenpeace classifica le maggiori compagnie di Ict (Tecnologie dell'informazione e della comunicazione, cioè anche i cellulari) sulla base delle buone prassi volte all'eliminazione di composti chimici dannosi e al recupero dei materiali dismessi dagli utenti. Ma se siete alla ricerca di una soluzione che affronti il problema alla radice, buone notizie arrivano proprio dall'Italia. La Soco, azienda elettronica a conduzione familiare lanciatasi nella ricerca sul foto - voltaico, produce caricabatteria solari adattabili a qualunque computer portatile. E mentre cercate la tecnologia verde che più fa per voi, ricordatevi di spegnere del tutto il pc: la modalità stand by consuma, e ci fa anche scordare la necessità di staccare davvero, ogni tanto, la spina...