È stato presentato allo scorso Festival di Cannes e ha avuto un certo successo in sala: Persepolis, il film di animazione di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi, tratto dall'omonima serie fumetti in quattro volumi di quest'ultima, ad aprile è uscito anche in dvd.
Il film è l'autobiografia di Marjane, iraniana. La sua vicenda personale attraversa la fine della dinastia degli scià, la rivoluzione islamica del 1979, la guerra contro l'Iraq che costringe i suoi genitori a mandarla, quattordicenne, a studiare a Vienna. Rientra in Iran alla fine del liceo, ma lascerà definitivamente il suo Paese ai tempi dell'università per recarsi in Francia, dove si forma come illustratrice per l'infanzia e dove tuttora vive e lavora.
Il cartone animato è figlio del fumetto ed è certamente un peccato che le meravigliose pagine dei libri abbiano dovuto essere condensate in un'ora e mezza di film; peraltro il risultato finale non ne risente, perché tecnica e stile sono rimasti gli stessi. Per un pubblico ormai assuefatto all'animazione digitale in tre dimensioni, assume un fascino unico la bidimensionalità di Persepolis, in un bianco e nero senza tempo che, invece di «antichizzare», universalizza e attualizza, facendo della storia di Marjane la storia di tante adolescenti figlie di guerre e rivoluzioni e costrette all'esilio.
L'Iran viene dipinto attraverso gli occhi prima della bimba, poi dell'adolescente, infine della giovane protagonista, che si trova a confrontarsi più spesso con i membri della famiglia che con i coetanei. Il suo sguardo è severo e ironico, grande la sua capacità di filtrare il tutto con obiettività, cosa ancora più ammirabile, in quanto, non dimentichiamolo, il suo è un punto di vista femminile in un mondo dove la femminilità è stata la principale vittima della moralizzazione forzata della rivoluzione islamica. Dal l'Iran la protagonista fugge nella libera Europa, dove vive il periodo più difficile di tutta la sua vita, l'adolescenza, da straniera. È proprio questo suo esserne in parte estranea a restituirci uno spaccato del l'Occidente smaliziato e scevro da preconcetti. Politica e amore, realtà e sogni si fondono in un tutt'uno armonico e pieno di grazia, in cui un tocco di colore qua e là è un barlume di luce e speranza; speranza che ogni disegno-tratto della vita di Marjane lasci un segno in lei e in chi ha la fortuna di leggere o vedere la sua storia per immagini.
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