Un gruppo di ragazzi e ragazze del dopo-cresima cresciuti in parrocchia insieme a Giusto, il loro catechista-educatore, e la lettura entusiasmante degli Atti degli Apostoli con l'esperienza delle prime comunità cristiane impegnate a realizzare il comando di Gesù di essere una cosa sola: ecco gli ingredienti che ci hanno spinto ad accettare la sfida di vivere insieme. Dal fascino suscitato da parole come «comunità» e «condivisione», siamo passati alla voglia di approfondirle e prenderle sul serio, intraprendendo un cammino concreto di vita in comune, senza riserve di tempo e di spazio, e quindi per la vita: ecco l'itinerario percorso in trent'anni di comunità.
Dopo un periodo in cui avevamo condiviso tutti i nostri momenti liberi, nel dicembre 1978 arrivammo alla grande decisione: acquistare una vecchia casa colonica, fino ad allora adibita a mulino, nei pressi di Vicchio, nel verde della campagna del Mugello. I lavori di ristrutturazione, fatti in proprio, cominciarono subito, facendo così crescere la casa insieme alla comunità. Tutti gli spazi, a eccezione delle camere da letto, sono stati pensati per essere vissuti insieme, dalla cucina alla sala da pranzo alle stanze per lo studio e il lavoro, come in un'unica grande famiglia. Come avviene in tutte le famiglie, ciascuno si è trovato un impiego in base alle proprie competenze, cercando però di avere tempo libero da dedicare alle relazioni, alla casa, ai lavori di ristrutturazione e manutenzione.
Con il tempo ci siamo aperti all'inserimento di minori in affidamento familiare, per accogliere poi anche un ragazzo yemenita, una giovane donna che studia teologia e ci aiuta a dare una formazione religiosa ai nostri bambini, e tante altre persone e famiglie che ci vengono a trovare per fare un campo di lavoro o per fermarsi un po' con noi e percorrere un tratto di cammino insieme. Cercando di allargare i nostri orizzonti, abbiamo incontrato le comunità «sorelle » di Maranà-tha e Tenda di Abraham (rispettivamente a San Giorgio di Piano e a Castel San Pietro Terme, in entrambi i casi in provincia di Bologna), con le quali è iniziato un rapporto di amicizia e condivisione.
Attraverso il gesuita Paolo Bizzeti abbiamo conosciuto la spiritualità di sant'Ignazio, che ci aiuta a riscoprire e vivificare le nostre radici, offrendoci allo stesso tempo nuove e inattese prospettive di crescita personale e comunitaria. In questo contesto si è realizzata la nostra adesione al Jesuit social network.
Per dare una prospettiva al patrimonio ideale e materiale della nostra comunità abbiamo costituito la «Fondazione Giusto Barbin - Insieme per la vita» e, per avere uno strumento adeguato per entrare in relazione con le istituzioni pubbliche e con altri soggetti del terzo settore, abbiamo costituito l'associazione Il Mulino onlus. Adesso siamo in 26 e ogni giorno ci accorgiamo che quanto riceviamo è molto più di quanto ci viene richiesto.
A DUE PASSI DA BARBIANA
Le famiglie del Mulino attendono chiunque voglia conoscere più da vicino la sfida della vita in comunità, condividere un momento di riflessione o partecipare a un campo di lavoro. Senza dimenticare che a due passi c'è Barbiana, dove don Lorenzo Milani visse la sua straordinaria esperienza e che Vicchio è il paese natale di Giotto e del Beato Angelico. Per informazioni e contatti: Comunità Il Mulino, Via Casole 20 - Vicchio (Fi); telefono e fax: 055.8448103, mulinocasole@virgilio.it, www.mulinocasole.it |
© FCSF - Popoli