In altre parole - novembre 2008
Le culture presentate e comprese attraverso il loro linguaggio: in questa rubrica un termine particolarmente significativo per i valori sociali, antropologici o religiosi di un popolo viene spiegato da un missionario, uno studioso o un rappresentante di quella stessa cultura.

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Shalòm

L'ebraico è, secondo la tradizione, la lingua usata dal Signore per costruire il mondo e di conseguenza ogni parola, in quanto creatrice della realtà, racchiude in sé la formula chimica che sottende la materia. Come ogni formula chimica, che è la composizione di diversi elementi, ogni parola è il risultato dei significati che la parola può avere. Shalòm, che viene comunemente tradotta con «pace», è quella che rappresenta la più alta aspirazione dell'ebraismo per il mondo in cui viviamo. È un valore posto sopra gli altri, tanto è vero che l'insegnamento rabbinico lo descrive come il solo «canale» attraverso il quale la benedizione divina può arrivare nel mondo. Per comprendere il significato della parola occorre analizzare le varie accezioni della radice del termine e integrarle tra loro. Shalòm è collegato al termine shelemùt, che significa «interezza». Ciò sta a significare che non vi può essere pace se non quando ogni componente del processo è intero. Quindi pace non è assenza di guerra, ma integrità dell'essere di ogni partecipante alla pace.

Shalòm è anche collegato alla radice di shalèm che significa pagare. Non vi può essere pace se non quando ognuno ha interamente pagato ogni eventuale debito, materiale o morale. Shalòm in quanto interezza dell'essere indica anche lo stato di salute e, quando si chiede a un compagno come sta, gli si domanda: mah slomchà?, cioè: «quanto è intero il tuo essere?», e quindi: «come stai?».

Shalòm è quindi un valore che permea ogni livello dell'esistenza. Non soltanto le nazioni ma tutti gli individui devono imparare a vivere in shalòm. A dimostrazione di questo, il contrario di shalòm nell'ebraico classico, non è milchamà (guerra), ma machlòket, che significa «divisione» o «contrasto». Shalòm significa essere in armonia gli uni con gli altri mentre machlòket indica la divisione che spesso porta all'ostilità tra le persone e alla malattia nell'individuo. Il nostro compito è imparare a vivere in shalòm con gli altri e contribuire affinché la redenzione arrivi prima. Dobbiamo stabilire la nostra linea di condotta a livello personale e sociale e viverla nella sua interezza e solo se vi sarà shalòm con se stessi e con il prossimo, vi potrà essere anche shalòm con Dio.

Infatti, a coronamento di quanto sopra, shalòm è anche uno dei nomi del Signore, e non è permesso pronunciarlo in luoghi sporchi o dove ci sono cattivi odori.

Ora si può forse capire meglio perché shalòm è l'espressione di saluto del popolo ebraico, in quanto rappresenta l'augurio e l'invito a rapportarsi con il prossimo nella prospettiva migliore e più universale.


Moise Levy
Medico, esperto di cultura ebraica

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