Il Nuovo Testamento presenta quattro brani nei quali il verbo «riconciliare» e il relativo sostantivo acquistano un significato teologicamente denso. Prima ancora di indicarli, sottolineiamo i tratti comuni. 1) La riconciliazione è anzitutto l'opera di Dio: un dono, per grazia soltanto. Si tratta del superamento della barriera, eretta dal peccato, tra Dio e l'essere umano. «Riconciliazione» è dunque un modo per esprimere il perdono del peccato, o giustificazione. 2) Tale evento è operato da Dio mediante Cristo e, in particolare, mediante la sua morte. Presupponendo l'idea dei sacrifici, il Nuovo Testamento afferma che il vero, unico sacrificio che determina il perdono è effettuato, una volta per tutte, da Dio stesso: esso consiste nell'amore rivelato in Gesù crocifisso. Ognuno dei quattro brani, poi, sottolinea dimensioni specifiche.
Romani 5,8-11 pone l'accento sul fatto che l'amore di Dio ci ha raggiunti là dove eravamo, cioè nel peccato, prima di qualunque accenno di «conversione». Dunque, chi si sente «nemico» di Dio a motivo del proprio peccato è già, di fatto, incontrato da lui. Dio ci ha cercati mentre eravamo nemici: tanto più ci è vicino ora, nell'esperienza di fede.
II Corinzi 5,14-21 introduce la dimensione dell'obbedienza: siate riconciliati con Dio. Egli non vuole automi, ma donne e uomini che dialoghino con lui nello spazio aperto dal suo amore. L'obbedienza al Signore è, infatti, autentica libertà: un incontro nel quale ciò che è umano risulta accolto e benedetto. Questo, e non altro, è il contenuto biblico del termine «vita».
Efesini 2,12-22 inquadra l'evento della riconciliazione nella storia di Dio con Israele. In Gesù Cristo, l'elezione di Israele non viene meno: è invece abbattuto il «muro di separazione» e i pagani, noi, sono coinvolti nella storia di Dio con Israele. Il popolo dell'alleanza non è semplicemente «assorbito», né i pagani diventano israeliti. Piuttosto, la grazia distrugge le barriere e rinnova la storia.
Colossesi 1,20-22 allarga ulteriormente la prospettiva. La creazione stessa, con tutte le tragedie che la affliggono, è presentata nella prospettiva della volontà di Dio di riconciliare il mondo con sé: il che, qui, significa vincere le forze del caos e della morte. Il mondo ha un'origine e un fine, entrambi identificati con l'amore di Dio in Cristo Gesù.
La riconciliazione di Dio, dunque: perdona il peccato; chiama alla novità di vita; rinnova la storia; indica Cristo come chiave di lettura dell'universo intero. La fede è il tipo di vita che si affida a questo messaggio.
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