Grazie al lavoro prezioso e nascosto di un gruppo di pensionati molto motivati, ogni anno partono dal magazzino della sede Magis di Gallarate una quindicina di container e una decina di Tir per gli angoli più dimenticati del mondo. Sono carichi di attrezzature per falegnamerie, officine, ma anche arredi scolastici e ospedalieri, strumentazioni di tutti i tipi, macchine per cucire, macchine per maglieria, laboratori informatici, materiali e testi scolastici, carta da stampa, auto, trattori, ferramenta, ferro, lamiere, mattonelle, vestiario, medicine, ecc.
«Un laboratorio missionario del genere non si può descrivere, si può solo visitare e capire che forse con l'aiuto di tutti si può fare certamente molto di più». Ne è convinto padre Umberto Libralato, vice presidente della Fondazione Magis. Chiedete e vi sarà dato, dicono i volontari ai missionari che passano da Gallarate. E il regalo più bello che i volontari possono fare ai missionari è un container pieno, pigiato, traboccante di materiali.
L'ultimo container assemblato era diretto al dispensario di Toumodì (Costa d'Avorio) finito di costruire lo scorso novembre grazie ai fondi raccolti dal Magis. La struttura ora è affidata nelle mani delle suore camilliane, presenti nel Paese da una decina di anni. Il container conteneva oltre 50 kg di medicinali, brandine e lenzuola, cioè i materiali necessari per rendere operativo il neonato dispensario che serve una miriade di piccoli villaggi intorno a Toumodì. Una zona dove è alto il rischio di contrarre malattie infettive, in particolare l'ulcera di buruli, una patologia provocata da un parassita che penetra nella pelle fino ad arrivare all'osso. Si tratta di una malattia curabile che però nella fase acuta obbliga il malato a diverse medicazioni nell'arco di un giorno. Ed è a partire da questa esigenza che il Magis ha deciso di aiutare le suore camilliane nella costruzione di un dispensario in grado di garantire una certa forma di ospitalità e di assistenza per i malati ivoriani.
A beneficiare del lavoro dei volontari del magazzino è stato anche padre Emilio Cento, che a Vohipeno, città sulla costa occidentale del Madagascar, a 800 chilometri a nord-est dalla capitale Antananarivo, insieme a sette suore ospedaliere della Misericordia porta avanti da dieci anni l'ospedale Henintsoa, che in lingua locale significa «pieno di bene». Si tratta di un vero e proprio centro chirurgico dove nel febbraio 2008 è stato aperto un nuovo padiglione adibito alla pediatria: parte delle attrezzature è stata spedita dal magazzino Magis di Gallarate.
I 20 ANNI DEL MAGIS IN 128 PAGINE
Adicembre è stato pubblicato un numero speciale di Gesuiti Missionari Italiani interamente dedicato alla celebrazione del ventesimo anniversario del Magis. In 128 pagine, vengono presentati i 550 progetti realizzati in più di 40 Paesi del mondo con un occhio di riguardo a quanto è stato fatto nel 2007. Una parte introduttiva racconta invece la storia del Magis, dalla creazione per iniziativa di un gruppo di gesuiti italiani che voleva dar vita a un'associazione per sostenere l'attività di cooperazione internazionale della Compagnia di Gesù italiana, al riconoscimento da parte del ministero degli Affari esteri come organizzazione non governativa, fino al recente passaggio da associazione in Fondazione di partecipazione. I non abbonati a Gesuiti Missionari Italiani possono richiedere una copia contattando una delle tre sedi Magis presenti in Italia (Roma, Gallarate e Palermo) oppure inviando una mail a gmi@magisitalia.org |
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