Le lampadine a incandescenza stanno gradualmente lasciando il passo a quelle a fluorescenza. Il processo di sostituzione è iniziato nel 2009, quando - in conformità con la direttiva europea EuP sull'ecodesign dei dispositivi elettrici - sono stati banditi dal commercio i bulbi da 100W; il primo settembre di quest'anno sarà la volta delle lampade da 75W e la stessa sorte avranno nel 2011 quelle da 60W, nel 2012 quelle da 25 e 40W e nel 2016 le alogene. Se le lampadine tradizionali convertono in luce solo il 5% dell'energia che consumano, gli apparecchi ecologici alleggeriscono la bolletta: sostituendo tre lampadine a incandescenza da 100W con tre a basso consumo si risparmiano 80 euro all'anno per un uso giornaliero medio di sei ore e finiscono nell'atmosfera 388 Kg di anidride carbonica in meno (dati Enea).
Le sorgenti luminose a scarica hanno però un punto debole: contengono elementi inquinanti come polveri fluorescenti e mercurio e si classificano fra i rifiuti elettronici pericolosi. Purtroppo oggi ben l'80% dei dispositivi esausti finisce tra i rifiuti comuni e il dato è preoccupante, visto che il mercurio contenuto in una sola lampadina può contaminare 400 litri d'acqua. Essi, quindi, non devono essere gettati insieme al vetro o nell'indifferenziato, ma negli appositi contenitori verdi che proprio in questi mesi hanno fatto la loro comparsa nelle «isole ecologiche» delle città italiane. Si tratta dei bidoni forniti ai comuni in comodato d'uso gratuito da Ecolamp, consorzio senza scopo di lucro costituito nel 2004 dai principali operatori nazionali ed internazionali del settore illuminotecnico. Osram, fra i maggiori produttori mondiali di lampade, ha per primo elaborato un sistema che permette di reimpiegare il 93% degli scarti per la fabbricazione di nuove lampade e il restante 7% nell'industria dell'edilizia. Quando entrerà in vigore il decreto ministeriale sui rifiuti elettronici ed elettrici attualmente in fase di definizione, potremo restituire ai negozianti le vecchie eco-lampadine al momento dell'acquisto delle nuove. Per ora è necessario recarsi al punto di raccolta più vicino, individuabile sul sito www.cdcraee.it alla sezione «comuni».
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