Il terremoto che il 12 gennaio ha colpito Haiti ha messo al tappeto un Paese già in ginocchio. I numeri sono da brivido: 230mila le vittime accertate, 300mila i feriti, un milione i senzatetto, 225mila le case rase al suolo. Per la Fondazione Magis, Ong dei gesuiti italiani, il sisma ha significato rivoluzionare l'agenda degli impegni in programma per il 2010. «Purtroppo non è la prima volta che una catastrofe naturale sconvolge il nostro lavoro», spiega il presidente Marco Petrini. Avvenne già nel 2005, quando lo tsunami devastò lo Sri Lanka. Ma, a differenza dello Sri Lanka con il quale l'Ong e la Provincia italiana della Compagnia di Gesù hanno un rapporto storico, ad Haiti, prima del sisma, il Magis e i gesuiti italiani non erano presenti. «Non ci siamo comunque potuti sottrarre alle richieste di aiuto e, in coordinamento con il ministero degli Esteri italiano e la Protezione civile, ci siamo organizzati per far giungere gli aiuti ai gesuiti presenti in loco», aggiunge Petrini. Fatta eccezione per alcuni periodi in cui sono stati allontanati, i gesuiti sono presenti ad Haiti fin dal 1704 e conoscono bene il territorio e la popolazione. Questo è un grande vantaggio per organizzare risposte immediate, così come per progetti a lungo termine.
In questa fase di emergenza il Magis ha lanciato una campagna di raccolta fondi, d'intesa con la Provincia d'Italia, la Lega missionaria studenti, le Cvx (Comunità di vita cristiana), Popoli, il Jesuit social network, la Federazione degli ex alunni e in coordinamento con la Rete Xavier, network europeo di alcune Ong dei gesuiti. «Nei prossimi mesi - osserva Petrini -, valuteremo se intervenire in progetti di post-emergenza come ricostruzioni, adozioni a distanza o progetti per la riabilitazione psicologica».
Gli aiuti inviati sono gestiti dai gesuiti locali (tra gli altri François Kawas, delegato per le opere ad Haiti, e Mario Serrano, direttore del Jesuit refugee service nella Repubblica Dominicana) che a Port-au-Prince e Léogâne hanno istituito dodici centri di intervento per la distribuzione di generi alimentari e l'erogazione di servizi sanitari. Ogni giorno vengono assistite complessivamente più di 15mila persone.
Cibo, acqua e medicinali vengono raccolti da parrocchie e gruppi sociali della Repubblica Dominicana o acquistati con le donazioni che giungono da tutto il mondo, fra le quali quelle raccolte dal Magis . Ogni giorno partono per i centri due camion con carichi di generi di prima necessità. C'è voluto tempo per organizzare la distribuzione, sia per ragioni logistiche sia per motivi di sicurezza. «Quando le persone si affollavano alla nostra porta - ricorda padre Mario Serrano - c'era sempre rabbia e tensione. Ricordo il mio timore di fronte a tanta gente. Ora vedo facce amiche, persone con le quali condividere quanto abbiamo e lavorare insieme per una causa comune... Ora abbiamo una sicurezza maggiore di quella che possono garantirci i militari, abbiamo la scorta di coloro che avremmo voluto accompagnare e aiutare».
© FCSF - Popoli