«Gli alberi buoni si riconoscono dai frutti», recita lo slogan del Magis. E se i bambini sono i frutti di una società, allora è giusto lavorare affinché questi frutti maturino bene. È quanto sta facendo l'Ong dei gesuiti, che organizza in decine di scuole di ogni ordine e grado progetti di educazione allo sviluppo che stimolano gli alunni alla comprensione delle diverse realtà vissute dalle popolazioni del mondo. Così la siccità, le carestie, ma anche il fascino e le insidie del deserto, i grandi fiumi e laghi, diventano concetti e luoghi non più astratti nelle menti di bambini e ragazzi. «Cerchiamo di allargare i loro orizzonti, di aiutarli a sentirsi cittadini del mondo», spiega Lea Lombardo, coordinatrice del progetto e responsabile dell'Ufficio campagne della sede Magis di Palermo.
Proprio a Palermo a gennaio è stato lanciato il progetto «CooperarCreando», composto da due moduli. Il primo prevede un ciclo di incontri di formazione nelle classi delle scuole primarie, medie e superiori, che abbraccia numerosi temi: dalla tutela e promozione dei diritti umani, in particolare dei bambini, alle finalità della cooperazione internazionale con specifici approfondimenti su alcuni progetti del Magis.
Nel secondo modulo i ragazzi diventano protagonisti. Dalle lezioni si passa infatti all'elaborazione di ricerche, alla scrittura di poesie, alla realizzazione di cartelloni e disegni. In alcune scuole è stata organizzata una cerimonia conclusiva del progetto, nel corso della quale sono stati esposti i lavori realizzati. Gli studenti hanno così potuto spiegare a genitori e insegnanti i loro disegni, hanno letto le loro ricerche e le loro poesie. Tra queste ultime quella di Giuseppe, alunno di quarta elementare di un scuola di Bagheria (Pa), che ha scritto a un suo coetaneo africano: «Caro amico, io sono un bambino italiano, mi chiamo Giuseppe, ho 9 anni e vivo a Bagheria. In questi giorni a scuola ho visto i filmati del Magis che raccontano la vita dei bambini dei Paesi poveri, dove esistono ancora l'analfabetismo, le malattie e la denutrizione. Mi sono reso conto di quanto sono fortunato ad essere nato in un Paese sviluppato. Sono contento che al mondo esistano organizzazioni come il Magis che aiutano le persone più bisognose, portando loro il sorriso. Ti mando un abbraccio, spero di aiutarti anch'io e ti auguro una vita migliore».
Le parole di Giuseppe si uniscono oggi all'appello di tante scuole coinvolte nella Campagna globale per l'educazione (nata nel 2002 come movimento composto da associazioni della società civile, educatori, insegnanti, Ong - tra le quali il Magis - e sindacati) per fare pressione sulla comunità internazionale e sui governi affinché si impegnino nella lotta all'analfabetismo di ragazzi e adulti secondo gli obiettivi del programma «Education for all» (Educazione per tutti) lanciato nel 1990 dall'Unesco.
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