Mostre & musei - agosto/settembre 2010
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La cultura somala rivive in Puntland

La Peigeo, una Ong italiana, sta creando a Galkayo una collezione che raccoglierà oggetti della tradizione nomade del Paese

Un museo che permetta di conservare il patrimonio culturale somalo che rischia di essere distrutto dalla guerra. È questo il progetto lanciato da Perigeo, Ong italiana (www.perigeo.org), in collaborazione con l'università del Puntland (la regione semi-autonoma a nord di Mogadiscio). La struttura verrà inaugurata nella primavera del prossimo anno e avrà sede in un edificio storico di Galkayo, la città più importante della regione. Nelle sale verranno raccolti oggetti che appartengono alla tradizione somala (vestiti, suppellettili, finimenti per animali, armi, ecc.). «Stiamo facendo una ricognizione su ciò che è rimasto dei beni culturali scampati alla distruzione - osserva Gianluca Frinchillucci, ideatore del progetto -. Siamo interessati sia ai reperti già conservati in collezioni private o pubbliche sia a quelli legati alla tradizione nomade».

La creazione di questa struttura è parte dell'iniziativa «Musei senza frontiere». «I musei sono ponti di pace tra popoli e culture - continua Frinchillucci -. Recuperare e salvare il patrimonio culturale è fondamentale per il futuro di un popolo. A Kofale (Etiopia) abbiamo realizzato il Museo etnografico oromo e, sempre in Etiopia, stiamo lavorando ad altre strutture simili. In Nepal stiamo aprendo il centro "Giuseppe Tucci" per le relazioni con l'Oriente».

Questi progetti sono sempre accompagnati da iniziative umanitarie. «Siamo in stretto contatto con il ministero della Sanità del Puntland - conclude Frinchillucci -. Con i loro medici elaboreremo un progetto per migliorare l'assistenza sanitaria alla popolazione di Galkayo».

Enrico Casale

© FCSF - Popoli

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