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Popoli

Popoli è il mensile internazionale e missionario dei gesuiti italiani. Nato nel 1915 come strumento di informazione sulle attività dei missionari gesuiti sparsi per il mondo, si presenta oggi come moderno magazine di attualità, analisi e riflessione su questioni internazionali.

Promozione della giustizia e incontro tra culture, annuncio del Vangelo e inculturazione della fede, dialogo ecumenico e interreligioso sono gli ambiti privilegiati dalla rivista, nel costante tentativo di cogliere i «segni dei tempi» che caratterizzano l'evoluzione sociale, politica e culturale nell'epoca della globalizzazione.

La rivista è venduta per abbonamento e nelle principali librerie. È edita dalla Fondazione Culturale San Fedele.


Storia della Rivista

1914
Gli inizi

La rivista POPOLI, mensile dei gesuiti missionari italiani, è nella sua forma attuale piuttosto recente: risale infatti al 1987. La sua storia, tuttavia, è molto più lunga: comincia alla fine del 1914, quando a Venezia il padre Giuseppe Petazzi inizia la pubblicazione de:
"LE MISSIONI DELLA COMPAGNIA DI GESÙ".

1954 Eravamo all'inizio della prima guerra mondiale e il direttore non manco' di notare il particolare momento storico nell'introduzione al primo numero. Scopo della nuova rivista era "narrare e promuovere la grande opera della Missioni" con particolare riferimento all'attivita' missionaria dei gesuiti. Una data particolarmente significativa e' il 1954, quando dal formato "quaderno" si passa a uno piu' grande, simile a quello attuale, cambiando anche l'impaginazione e la tecnica di stampa. Gli stessi contenuti acquistano cosi' un carattere più universale, si allarga la cerchia dei lettori e si entra piu' decisamente nell'era delle immagini. Una nuova tappa ancora piu' importante si ha nel 1970, quando inizia la collaborazione tra i gesuiti italiani e la direzione per l'Italia delle Pontificie Opere Missionarie.

1970 Nasce POPOLI E MISSIONI

Il maggior numero di lettori e quindi una piu' ampia disponibilita' finanziaria, permettono l'uso del colore e una veste grafica d'avanguardia. La nuova rivista allarga anche i suoi obiettivi e si propone come oggetto l'attivita' missionaria d'interesse generale e rispecchia, con un'apertura universale, tutto il mondo dell'evangelizzazione. Nei 16 anni di questa collaborazione si deve sottolineare il progressivo inserimento della rivista nella pastorale missionaria della Chiesa italiana, attraverso uno stretto contatto sia con i Centri Missionari Diocesani, sia con l'Ufficio Nazionale per la Cooperazione tra le Chiese (che è una diretta emanazione della Conferenza Episcopale Italiana).
La rivista diventa così uno strumento di "educazione missionaria permanente della famiglia", secondo l'espressione di Paolo VI nel messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale del 1976. La collaborazione con le Pontificie Opere Missionarie permette anche ai gesuiti di farsi conoscere come Ordine missionario, un aspetto da molti quasi ignorato in Italia.

1987 E finalmente POPOLI

Nel 1986 la direzione italiana delle Pontificie Opere Missionarie decide di dare vita ad una sua rivista specifica e così, a partire dal gennaio 1987, inizia una nuova fase, quella attuale di POPOLI. Cambia il titolo e la veste esterna viene via via aggiornata con un più razionale uso del colore.

1999 Presente e futuro

Nella sua storia, la rivista ha cambiato più volte titolo, veste grafica e sede. È cambiata seguendo le vicende dei suoi responsabili, della Compagnia di Gesù in Italia e della Chiesa, ma ha cercato anche di interpretare l'evoluzione del concetto di missione. Oggi, in un mondo dove le distanze sembrano annullarsi, ma le "diversità" sembrano invece moltiplicarsi, il compito di POPOLI è di avvicinare le genti e le culture, di gettare ponti di dialogo tra le diverse fedi e di partecipare al dibattito sull'essere Chiesa nel terzo millennio.