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"Prima i nostri?" - Un volume su 4 anni di discriminazioni istituzionali nel Nord Italia
2 febbraio 2013

Si svolge giovedì 7 febbraio a Milano, presso la sede di Popoli (Sala Ricci, Piazza San Fedele 4, ore 18) la presentazione del volume Senza distinzioni. Quattro anni di contrasto alle discriminazioni istituzionali nel Nord Italia, curato da Alberto Guariso, frutto del lavoro di collaborazione tra vari enti.
Dopo un saluto introduttivo del direttore di Popoli, Stefano Femminis, interverranno insieme al curatore anche Valerio Onida (presidente emerito della Corte costituzionale), Livio Neri (avvocato Asgi), Pierfrancesco Majorino (Assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano), Reas Syed (Università degli Studi di Milano). Coordina Martino Liva, di Città dell'Uomo.
Il volume - che si apre con un'introduzione dell'avvocato Alberto Guariso in rappresentanza delle associazioni promotrici (Avvocati per niente onlus e Asgi, Associazione di studi giuridici sull'immigrazione) e una prefazione di Marzia Barbera, ordinaria di Diritto del lavoro all'Università di Brescia - raccoglie e commenta tutte le pronunce giudiziarie degli ultimi anni relative a atti discriminatori posti in essere dalle pubbliche amministrazioni nei confronti di cittadini stranieri o comunque per qualche motivo «diversi».
L'ambito territoriale considerato è quello delle province del Nord (prevalentemente Milano, Varese, Brescia, Udine), dove negli ultimi 4 anni i poteri locali hanno sperimentato con maggiore insistenza una prassi politica e amministrativo fondata sulla parola d'ordine «prima i nostri».
Si tratta di oltre 50 sentenze, tutte volte in primo luogo a confermare la incompatibilità di questa prassi con il nostro ordinamento giuridico, in secondo luogo a ripristinare l'uguaglianza di trattamento tra italiani e stranieri nei terreni via via presi in considerazione (principalmente l'accesso alla casa, l'accesso alle prestazioni sociali, l'iscrizione anagrafica, l'accesso al pubblico impiego).
La consultazione di questa rilevante attività processuale conferma che il diritto antidiscriminatorio, per molti aspetti ancora poco conosciuto, costituisce un utile strumento per riequilibrare sia gli eccessi del localismo, sia il «potere della maggioranza», laddove tale potere venga esercitato in contrasto con quei principi fondamentali di uguaglianza che debbono sempre più entrare a far parte del patrimonio culturale della nostra società.
Il libro, che è corredato da un breve riassunto delle principali pronunce della Corte Costituzionale e delle Corti internazionali su questa materia, è edito dalle associazioni che hanno promosso il contenzioso giudiziario su questa materia (Avvocati per niente, Onlus di Milano; Associazioni studi giuridici sull'immigrazione; Cgil Brescia) con il contributo dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali e dell'Università Statale di Brescia.

© FCSF – Popoli