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Malema, la “mina vagante” del Sudafrica
Populista, ricchissimo, spregiudicato, il giovane leader dell’Anc Julius Malema sta mettendo a dura prova i rapporti interni al partito e la convivenza con la minoranza bianca. Due gesuiti sudafricani ne tratteggiano la figura.

Data: 
31 agosto 2011
Tag: 
Le mille vite di Gheddafi

Angelo del Boca è probabilmente il più attento studioso della figura del leader libico. A lui abbiamo chiesto di aiutarci a ricostruire la biografia di un personaggio complesso. «È stato certamente un dittatore, un criminale - spiega lo storico italiano -, ma anche una figura dalla forte personalità. E senza di lui la Libia non esisterebbe come Stato e come nazione».

Data: 
26 agosto 2011
Tag: 
Cronologia
> 1946-1990: in Albania si instaura una repubblica popolare socialista, alleata prima  con l’Urss (fino al 1968), poi con la Cina.
> 1985: muore Enver Hoxha, il leader comunista al potere dal 1946.
> Luglio 1990: il 15 luglio arrivano in Italia i primi 4mila albanesi. Sono i giovani dissidenti riusciti a entrare nelle ambasciate occidentali e vengono ricevuti come eroi dell’anticomunismo. Soltanto 2.018 di loro rimangono in Italia, gli altri scelgono l’Europa settentrionale.
> 1991: Ramiz Alia, successore di Hoxha, concede le prime elezioni libere. Da alcuni anni il comunismo era in forte crisi.
> Febbraio 1991: la data simbolica del vero cambiamento di rotta dell’Albania è il 20 febbraio 1991, quando, in seguito a uno sciopero della fame degli studenti dell’Università di Tirana, la folla abbatte la statua di Enver Hoxha in piazza Skanderbeg. L’Albania si apre al mondo. Alla fine del mese arriva a Brindisi la Semani, la prima nave salpata dall’Albania con a bordo 17 militari e 3 civili. Nell’arco di due giorni arrivano anche due pescherecci con un totale di 32 persone.
> Marzo 1991: è il mese dell’esodo. In pochi giorni arrivano a Brindisi e nel Salento più di 22mila persone, la maggior parte delle quali il 7 marzo a bordo delle navi Tirana, Iliria, Kallmi, Mitant Danti, Kepi Rodonit, Zadri, Apollonia, Sokoli e Legend. Nel porto di Durazzo la polizia allontana con la violenza migliaia di albanesi imbarcati sulla nave Partizani, molti dei quali riescono però a prendere la Legend.
> Agosto 1991: l’8 agosto attracca a Bari il mercantile Vlora, con 17mila persone a bordo che verranno recluse nello Stadio della Vittoria e rimpatriate dopo pochi giorni.
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Le tappe di una crisi
La Grecia si è unita al gruppo dei Paesi dell’euro il 1º gennaio 2001, pur restando un osservato speciale. Nel 2004, dopo avere sostenuto ingenti spese per i Giochi olimpici di Atene, il governo ha ammesso di non avere mai rispettato il livello massimo di deficit pubblico al 3% come richiesto per aderire all’euro. Nel 2005 ha proposto iniziative per riequilibrare il bilancio, mentre il Pil cresceva a ritmi sostenuti. Ma la crisi finanziaria internazionale ha colpito duramente il Paese nel 2008 e l’anno dopo la maggioranza di centro-destra è stata sostituita da una di centro-sinistra. George Papandreou, leader socialista del Pasok, è diventato primo ministro.

La situazione finanziaria è esplosa: il debito pubblico è passato in 5 anni da 170 a 260 miliardi di euro e il deficit è schizzato oltre il 6% del Pil mentre la crescita si è fermata. Nel dicembre 2009 per la Grecia è arrivato il primo declassamento da parte delle agenzie internazionali di rating. Il governo ha messo a punto il primo di una serie di piani di riforme, tagli e aumento delle tasse e nel 2010 sono iniziate le proteste di piazza.

Ancora nel febbraio 2010 la Germania, principale economia della zona euro, si opponeva a interventi di aiuto straordinari per la Grecia, mentre il governo faceva sempre più fatica a collocare i titoli pubblici e calava la fiducia dei mercati nella capacità dei greci di uscire dalla crisi con le proprie forze. L’11 aprile 2010 l’Ue ha approvato un primo pacchetto di aiuti per 30 miliardi di euro e pochi giorni dopo Atene ha chiesto l’aiuto anche del Fondo monetario internazionale. Il 2 maggio Ue e Fmi hanno definito un piano triennale di aiuti da 110 miliardi, chiedendo in cambio al parlamento greco di approvare una radicale riforma pensionistica.

Nel 2011 la situazione permane incerta. Il governo cerca in ogni modo di evitare una ristrutturazione del debito, cioè la rinegoziazione delle condizioni originarie dei prestiti, che significa ammettere di non essere in grado di onorarle. Accelera i tagli di spesa e le privatizzazioni (tra cui quella del porto del Pireo) che dovrebbero consentire introiti per 50 miliardi entro il 2015. Intanto i governi dell’Eurozona manifestano continui disaccordi sulle modalità di intervento nella crisi che può travolgere l’intera area monetaria. Il 22 giugno scorso Papandreou ha ottenuto la fiducia per un nuovo esecutivo (il terzo in tre anni) e ha subito varato un nuovo duro piano di austerità da 28 miliardi per evitare il default e cercare un’uscita dalla crisi che ancora non si intravede: le proteste di piazza a fine giugno sono state le più violente della storia recente della Grecia.
f.p.
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Lotta all’Aids, la crisi prosciuga i fondi
I tagli ai bilanci statali imposti dalla crisi stanno colpendo i programmi pubblici di cura e prevenzione dal virus nei Paesi in via di sviluppo. L’allarme delle Ong, compresa quella dei gesuiti.

Data: 
21 luglio 2011
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Il Marocco vota la riforma costituzionale


Dal 1° al 3 luglio, i marocchini sono chiamati a esprimere, mediante un referendum, il loro parere sul nuovo assetto costituzionale voluto dal re Mohammed VI (nella foto).
Ma intanto le manifestazioni di protesta continuano e il Movimento 20 febbraio, nato sull’onda delle rivolte in Tunisia e in Egitto, chiede agli elettori di disertare le urne.
Popoli.info ha intervistato tre esponenti della comunità marocchina in Italia.

Data: 
30 giugno 2011
Tag: 
Moderati, ma non troppo

Sono online il sommario e alcuni articoli del numero di giugno-luglio di Popoli. Di seguito l'editoriale, dedicato a un tema emerso anche nelle recenti elezioni amministrative, ma che ha un respiro ben più ampio: chi è l'autentico moderato? E cosa significa, in un'ottica cristiana, essere moderati?

Data: 
6 giugno 2011
Tag: 
Moderati, ma non troppo
La moderazione è cosa diversa dalla pavidità e dall’immobilismo. Abbiamo bisogno di qualche Giovanni Battista in più e di qualche Ponzio Pilato in meno
Fascicolo: 
giugno-luglio 2011
Tag: 
In Burundi tornano a parlare le armi?
La lunga tornata elettorale dello scorso anno aveva fatto sperare in una definitiva svolta democratica del Paese centrafricano. Ma da qualche settimana sono scoppiate nuove violenze. Sono solo atti di criminalità comune, come dice il governo, o i prodromi di una nuova guerra civile?

Data: 
1 giugno 2011
Tag: 
«Io, il dialogo e la rivoluzione» - Intervista a Michael Fitzgerald

Michael Louis Fitzgerald, ex-presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, oggi nunzio apostolico al Cairo e atteso a Milano il 16 maggio per la Cattedra del dialogo promossa dalla diocesi ambrosiana, ha concesso a Popoli un’intervista esclusiva, analizzando gli sviluppi delle relazioni tra le fedi e la rivolta in Egitto.


Data: 
4 maggio 2011
Tag: 
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